Giuseppe Stamegna è il nuovo portavoce del Presidente presso Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, CNEL
Nuovo incarico al CNEL per Giuseppe Stamegna, già portavoce del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e con un passato in Autostrade per l’Italia. Ecco il suo profilo
CHI È GIUSEPPE STAMEGNA
Giuseppe Stamegna, 35 anni è stato quasi 6 anni nell’organico dell’agenzia Comin & Partners, la società di consulenza strategica, occupandosi per realtà nazionali e internazionali di comunicazione finanziari e crisis management. Poi per un anno e mezzo da novembre 2021 è in Autostrade per l’Italia, come responsabile planning communication initiatives & international media relations, occupandosi della pianificazione per le attività della comunicazione corporate e delle relazioni con i media esteri. Arriva poi al Mimit come portavoce del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, prendendo il posto di Gerardo Pelosi. Un incarico che lo ha impegnato poco più di due anni. Rientrato in Autostrade, ora il salto con Renato Brunetta al Cnel.
COSA FA OGGI IL CNEL
Dopo essere sopravvissuto al referendum del 2016, l’istituto guidato da Renato Brunetta si prepara a rilanciarsi. Nato nel 1957 come organo di consulenza per Parlamento e Governo, oggi il CNEL svolge compiti che spaziano dall’analisi economica alla legislazione sociale. In primo luogo, è uno dei pochi organi che può presentare disegni di legge direttamente alle Camere. Inoltre, gestendo l’archivio nazionale dei Contratti, il database più importante d’Italia sui CCNL, monitora le condizioni di milioni di lavoratori. Infine, redige report cruciali sui servizi della Pubblica Amministrazione e sul mercato del lavoro. Presto il CNEL potrebbe assumere un ruolo ancora più centrale: infatti, l’attuale impostazione della futura legge sul lobbying promossa dal senatore di Forza Italia Nazario Pagano prevede che Villa Lubin diventi un’autorità di controllo dei rapporti dei portatori di interessi con la politica italiana.
PERSONALE DEL CNEL
Oggi il personale del CNEL è composto da 64 dipendenti e 13 manager. Una macchina amministrativa che costa allo Stato circa 3 milioni di euro annui. Il Piano Triennale del Fabbisogno (2025-2027) punta a rinforzare l’organico per far fronte ai nuovi compiti in arrivo. L’obiettivo dichiarato è riportare la dotazione organica a un totale di 75 unità entro il 2027, in aumento di circa il 40% rispetto ai livelli attuali di ruolo. Complessivamente, il costo del CNEL (che prima dei tagli degli anni 2010 sfiorava i 20 milioni di euro), si sta stabilizzando su una cifra vicina ai 7- 9 milioni di euro annui. Cifra che comprende la spesa per personale, organi, gestione di Villa Lubin e nuovi servizii.

