Massimo La Pietra è diventato direttore della Protezione Civile del Lazio nel 2023. Ma la sua nomina è da tempo sotto attacco politico e ora potrebbe arrivare alla Corte dei Conti. Ecco chi è
La nomina di Massimo La Pietra a Direttore della Protezione Civile del Lazio ha sollevato un polverone politico. Il Consigliere del Pd Massimiliano Valeriani ha annunciato che presenterà un esposto alla Corte dei Conti contro la scelta di assegnare la poltrona più prestigiosa della Protezione Civile regionale all’ex numero 1 della Croce Rossa, secondo quanto riporta Il Foglio. Ecco chi è il Direttore della Protezione Civile del Lazio accusato di essere stato scelto più per la sua fedeltà al presidente Francesco Rocca che per i suoi meriti amministrativi.
CHI E’ LA PIETRA?
Il nome di Massimo La Pietra è indissolubilmente legato alla Croce Rossa Italiana, ente che Francesco Rocca ha presieduto a lungo prima di approdare alla guida della Regione Lazio. Laureato in Scienze Politiche e Sociali, Protezione e Difesa Civile, dal 2013 al 2023 La Pietra è stato una figura chiave nell’organigramma della CRI, lavorando in contesti di crisi nazionale e internazionale, quali il sisma in Emilia-Romagna e l’emergenza migranti dal Nord Africa.
In altre parole, La Pietra non è un burocrate della Pa, ma un tecnico della gestione delle emergenze. Tuttavia, nel 2015 ha conseguito un master del Management delle Pubbliche Amministrazioni, prevedendo l’incarico nella Pa che sarebbe arrivato 8 anni dopo. Infatti, nel 2023 è stato nominato Direttore della Protezione Civile del Lazio attraverso un avviso pubblico destinato a candidati esterni alla pubblica amministrazione che ha sollevato un polverone politico nella Giunta Regionale.
PERCHE’ LA PIETRA È AL CENTRO DELLA BUFERA
I consiglieri regionali di Pd, Italia Viva, Avs e M5S sono pronti a dissotterrare l’ascia di guerra per annullare la nomina del nuovo Direttore della Protezione Civile del Lazio, secondo Il Foglio. La ragione è che, secondo i consiglieri all’opposizione, dovrebbe essere escluso dal bando pubblico perché privo dei requisiti. Il cavallo di Troia giuridico è una sentenza del Tribunale del lavoro di Roma che ha stabilito che La Pietra è “privo dei requisiti richiesti dall’avviso pubblico”: almeno 5 anni di esperienza nella PA. “Per diventare dirigente in regione con Francesco Rocca presidente bisogna essere o ex dipendenti della Croce Rossa o fedelissimi di Fratelli d’Italia”, ha detto Massimiliano Valeriani a Il Foglio, sottolineando la necessità di annullare la nomina.
Intanto, la maggioranza di centrodestra fa muro, definendo la sentenza un “pronunciamento di primo grado” suscettibile di riforma. Ma il rischio che possa esplodere un nuovo scontro tra magistratura e politica a pochi giorni dal referendum è tutt’altro che remoto. Infatti, l’eventuale annullamento della nomina da parte dei giudici esporrebbe ogni atto firmato da La Pietra a una possibile impugnazione, paralizzando la macchina amministrativa della Regione Lazio.


