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Lorenzo Gasperini

Chi è Lorenzo Gasperini, l’ideologo di Vannacci e di Futuro Nazionale

Docente di filosofia e autore del programma di Futuro Nazionale, Lorenzo Gasperini è uno dei principali interpreti del pensiero politico che ruota attorno a Roberto Vannacci. Ecco il suo profilo 

L’architetto del programma di Futuro Nazionale è Lorenzo Gasperini, docente di filosofia nato a Cecina e figura centrale del progetto politico di Roberto Vannacci, il “GigaGenerale”, come ama chiamarlo sui propri canali social.

È lui ad aver coordinato e scritto le 140 pagine programmatiche presentate all’assemblea costituente del movimento, condensando in forma teorica e filosofica il motto “L’Italia agli italiani”.

CHI È LORENZO GASPERINI

Laureato in filosofia, vincitore di borsa di studio per soli meriti dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e del corso di alta formazione sulla Dottrina sociale della Chiesa presso l’Università Cattolica, Lorenzo Gasperini ha costruito la propria formazione all’interno dell’area del cattolicesimo sociale. Un ambito nel quale il diritto naturale, la tradizione cristiana e il pensiero sociale della Chiesa rappresentano alcuni dei principali riferimenti culturali. Nel suo percorso convivono richiami culturali alla tradizione cattolica, a Madre Teresa di Calcutta, Nicolás Gómez Dávila e Pier Paolo Pasolini (ma anche a Fight Club di David Fincher).

Docente di filosofia in un liceo di Livorno, alle spalle ha dieci anni di militanza nella Lega, partito che ha rappresentato come consigliere comunale a Cecina e come capogruppo provinciale a Livorno. Ha organizzato a Livorno il Remigration Summit ed è oggi il coordinatore del programma di Futuro Nazionale. Sul piano formativo, oltre alla laurea in filosofia, ha frequentato l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica di Milano, esperienza che si affianca all’impegno politico e all’attività di insegnamento.

“MODERATI NEMMENO DA MORTI”: IL PROGRAMMA DI GASPERINI

All’assemblea costituente, Lorenzo Gasperini si presenta come uno degli oratori più applauditi, rivendicando una linea che può essere sintetizzata nel mantra “moderati nemmeno da morti”. Richiama più volte Giorgio Almirante e sostiene che la destra debba essere “coraggio e libertà”. Per il professore toscano, ogni proposta politica nasce da una visione fondata su “diritto naturale e tradizione, ovvero buonsenso e identità”, come riportato dal quotidiano torinese.

PATRIARCATO, SALARIO MINIMO E VALORI NON NEGOZIABILI

Tra le posizioni che più caratterizzano il suo pensiero c’è la rivalutazione del patriarcato, che a suo giudizio “insegnava agli uomini ad avere un ruolo, una responsabilità e un significato. Perdendolo, perdevano se stessi”. Accanto a temi tradizionali della destra identitaria, Lorenzo Gasperini sostiene anche il salario minimo, elemento che lo distingue da una parte del conservatorismo economico.

Nel programma trovano spazio il crocifisso nelle scuole, il riconoscimento della sola famiglia composta da uomo e donna, i “mutui tricolori” modulati in base al numero dei figli e la revisione dell’euro secondo l’interesse nazionale.

REMIGRAZIONE E SCONTRO CULTURALE

Il capitolo più controverso riguarda l’immigrazione. «Lo straniero scelga: assimilato o remigrato», è la sintesi di una linea che punta anche a introdurre «un tetto agli stranieri in Italia». Alla domanda su come realizzare il progetto, Lorenzo Gasperini spiega che si partirebbe dai criminali e dagli irregolari.

Negli anni il docente toscano è stato anche protagonista di dure polemiche pubbliche. Tra queste, l’affermazione secondo cui «arcigay diffonde la cultura finocchista nelle scuole», vicenda conclusasi con una condanna per diffamazione aggravata a mezzo stampa.

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