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Chi ha vinto la partita delle nomine? Le prime pagine

Meloni

Le nomine degli ad delle partecipate, la Cina si prepara alla guerra contro Taiwan, le torture dei russi, i vaccini contro il cancro, il destino di ChatGPT. La rassegna stampa

CORRIERE DELLA SERA

“Le nomine dopo le tensioni” apre il maggiore quotidiano nazionale.

“Che sarebbe successo se il governo di unità nazionale avesse proseguito la sua corsa fino ad oggi?”, scrive Antonio Polito nel fondo (“Gli scogli di fronte al governo”).

“La partita doppia di Giorgetti tra Lega e premier”, si legge nel taglio medio.

Nel taglio alto spiccano le novità sulla guerra (“Xi: pronti a combattere. Allarme a Taiwan. Il video choc degli ucraini decapitati dai russi”).

In spalla troviamo invece l’analisi della scoperta dei vaccini contro il cancro (“I vaccini, la cura contro il cancro. Le nostre vite da ripensare”).

LA REPUBBLICA

“I leaks agitano l’Europa” apre il quotidiano Gedi.

“Il padre della spia russa fuggita da Milano: «Grazie a Putin e agli amici»”, è il secondo titolo in evidenza.

Subito sotto troviamo il commento sul tema di Gianluca di Feo, intitolato “Silenzio di Stato”.

Nel fondo spicca la notizia che ChatGPT potrebbe ripartire in Italia (“Nuovo lodo del Garante. ChatGPT può ripartire”).

In spalla risaltano le nomine (“Compromesso sulle nomine. I vertici Enel scelti da Lega e FI”).

“Nel tran tran del governo, tra proroghe di provvedimenti draghiani e consigli europei a vuoto, Giorgia Meloni per la prima volta sperimenta l’ebrezza del vero comandare”, scrive Francesco Bei subito sotto (“La rivoluzione può attendere”).

LA STAMPA

“Nomine, il compromesso di Meloni”, titola in apertura il quotidiano torinese. “Cattaneo ad Enel, Scaroni presidente. La Lega esulta: «Palazzo Chigi non può decidere tutto»”, si legge nel sottotitolo.

“La premier cede alla spartizione”, è il commento di Marcello Sorgi nel fondo.

Nel taglio alto troviamo i nuovi amministratori delegati delle partecipate (“Paolo e Flavio tornano i berluscones”, “Giorgia, unica rivincita Donnarumma a Rfi” e “Rovere, prima manager al vertice di Poste Spa”).

Nella stessa sezione spicca l’inchiesta sui salari dei marittimi italiani (“Lavoro, 40 anni in mare con un salario da fame”).

A centro pagina troviamo la notizia del video delle torture a soldati ucraini (“Decapitati dai boia di Putin”).

Tante le notizie in spalla, dal Qatargate (“Eva Kaili torna a casa dopo 4 mesi in cella”) ai flussi di migranti (“Se il boom di sbarchi manda in tilt la destra”), passando per il gender gap (“Io, Melinda Gates, dico fermiamo il gender gap”).

IL SOLE 24 ORE

“Contratti Pa, servono 32 miliardi” titola in apertura il quotidiano di Confindustria.

Nel taglio alto troviamo il tema del costo del lavoro (“Raddoppia il taglio al cuneo, ma il costo salirà a 10 miliardi nel 2024”).

Spazio alle nomine del Governo nel fondo. “Scarponi e Cattaneo all’Enel, Cingolani ceo di Leonardo”, titolano Dominelli, Fiammeri e Serafini.

Subito sotto risalta l’inchiesta sul Pnrr (“Con l’ok a 78 progetti Vicenza cambia volto”).

“Un fiume di dollari alle start up biotech per allungare la durata della vita”, si legge nel taglio medio.

Tante le notizie in spalla, dalla minaccia cinese su Taiwan (“Xi duro su Taiwan «L’esercito cinese si prepari a veri combattimenti»”) alla competitività (“Tecnologia e scienza i motori della Cina”), passando per i bonus edilizi (“Banche, sui bilanci 2023 l’incognita dei crediti fiscali”) e il Salone del mobile (“Salone del Mobile: +25% i biglietti già venduti”).

IL FOGLIO

“Madonne che forse piangono e moltiplicazione di conigli cotti e teglie di pizza. Il dramma dei cattolici che credono a tutto meno che a Dio” titola in apertura il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara.

“Difendere Juno a Milano”, è il secondo titolo in evidenza a centro pagina. “Un figlio che non si vuole non necessariamente deve essere un figlio che non deve nascere. La storia delle due mamme milanesi che partoriscono figli non desiderati merita qualcosa di molto diverso dalla gogna pubblica”, si legge nel sottotitolo.

Nel fondo spazio alle nomine del Governo (“Meloni salva il governo ma perde Enel. Salvini esulta”).

“Spauracchio Giorgetti”, si legge subito sotto. “La guerriglia su Pnrr e spiagge. I timori di un Mef ostile. Di qui il ripensamento di Meloni su Enel”, si legge nel sottotitolo.

Tema che torna anche nel taglio medio (“Nomine e geopolitica”).

“Terrorismo russo”, si legge in spalla. “Il video dell’ucraino decapitato conferma la disumanità di Mosca che, a differenza dell’Isis, presiede l’Onu”, si legge nel sottotitolo.

“Termovalorizzatori, Pnrr e guerra. Nel Pd non c’è una linea ma…opinioni personali”, si legge nel taglio alto (“Elly dì qualcosa”).

DOMANI

“Le nomine si trasformano in suk. Meloni cede Enel a Salvini e Letta” apre il quotidiano diretto da Emiliano Fittipaldi. “Anche con il nuovo governo di destra la partita delle partecipate di stato è diventata una guerra tra bande. Donnarumma sacrificato, Cattaneo è il nuovo ad del colosso elettrico. Zafarana sarà presidente dell’Eni”, si legge nel sottotitolo.

“L’amico del pregiudicato D’Alì in pole per l’emergenza migranti” si legge a centro pagina.

“Discutere delle qualità di coloro che vengono nominati ai vertici delle aziende a partecipazione statale è sempre cosa buona e giusta. Sbagliata e fuori luogo è, invece, la critica pregiudiziale incapace di proporre alternative allo spoils system”, scrive Gianfranco Pasquino nel fondo (“Basta lagnarsi: lo spoils system è il sale della democrazia”).

“Termovalorizzatore inevitabile. A Roma è un male necessario”, scrive Ferdinando Cotugno dei “Fatti”.

“I vaccini rivoluzionari di Moderna. Dietro l’annuncio interessi economici”, si legge nell'”Analisi” di Andrea Casadio.

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