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Chi sono gli italiani presenti a Davos

Il World Economic Forum di Davos è iniziato. Tra i temi di politica internazionale la Groenlandia, i dazi contro i Paesi europei, Ucraina e Gaza. Sul fronte economico la stabilità e la crescita. Ecco chi parteciperà tra gli italiani

Dalla geopolitica all’intelligenza artificiale, passando per startup, capitali, economia e crescita economica: oltre ai leader politici il World Economic Forum di Davos  è un’appuntamento per aziende e manager di tutto il mondo. Ecco chi sono gli italiani che quest’anno parteciperanno al Forum economico mondiale

MELONI TEMPOREGGIA

La presenza della premier Giorgia Meloni è un’incognita, il suo nome non è menzionato nelle liste ufficiali. Per il momento, da Palazzo Chigi non fanno sapere se il viaggio a Davos sia confermato o meno.

Saranno presenti invece l’economista Marco Magnani e l’esperto di politica economica e i manager di diverse imprese fra cui Eni, Enel, Intesa Sanpaolo e UniCredit impegnati nei panel su sostenibilità e mercati globali.

INTESA, ENI E UNICREDIT

Carlo Messina CEO di Intesa Sanpaolo, è una presenza fissa e attiva al World Economic Forum di Davos.

Presente anche Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, che ha incontrato il presidente della Compagnia petrolifera statale dell’Azerbaijan (SOCAR) Rovshan Najafed per discutere le opportunità di cooperazione su potenziali progetti energetici. “Abbiamo ribadito la nostra solida partnership e l’impegno congiunto nel promuovere iniziative energetiche strategiche. Sono stati discussi potenziali progetti previsti dai memorandum d’intesa firmati tra SOCAR ed Eni, incentrati sulla sicurezza energetica, la riduzione delle emissioni e la produzione di biocarburanti” ha scritto il numero uno di SOCAR in un post sulla sua pagina social.

Per quanto riguarda il CEO di UniCredit Andrea Orcel, durante il forum la CEO di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha ribadito la difficoltà di trovare un accordo con UniCredit che crei valore, definendo la banca italiana come un semplice investitore e preferendo la prosecuzione di una strategia indipendente. La banca punta a crescere nel settore delle piccole e medie imprese.

ALVERÀ, PAGANI E PALERMO

A Davos arrivano anche l’esperto di politica economica Fabrizio Pagani  e Marco Alverà, ceo e co-fondatore di TES (Tree Energy Solutions) per discutere della transizione energetica, con particolare focus sull’idrogeno verde e sui carburanti sintetici.

Presente anche Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea, che da tre anni al World economic forum di Davos e lavora per portare il tema delle risorse idriche al vertice dell’agenda economica e politica. Quest’anno interverrà in diversi panel e incontrerà aziende e istituzioni, tra cui la Commissaria europea all’Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare, Jessika Roswall. In questa edizione presenterà un “manifesto” dal titolo: “Bridging the €6.5 Trillion Water Infrastructure Gap” realizzato insieme allo stesso Wef e all’Università di Cambridge sugli investimenti necessari. “Dobbiamo tornare a investire: per migliorare le infrastrutture idriche, avere una crescita del PIL e ricadute sull’occupazione che possono arrivare fino a 14 milioni di posti lavoro ogni anno a livello globale” ha detto

 

 

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