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Roberto Cingolani

Cingolani torna in campo? L’ipotesi di un commissario per le rinnovabili

Secondo il Foglio, ambienti di Palazzo Chigi e parte del mondo industriale vedrebbero bene l’ex amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, nel ruolo di Commissario straordinario per le rinnovabili. Ma, per ora, non c’è alcuna nomina

Dopo l’uscita da Leonardo e le indiscrezioni su un possibile incarico legato al nucleare, il nome di Roberto Cingolani torna a circolare a Palazzo Chigi. Questa volta per un ruolo che, secondo quanto riferisce Il Foglio, dovrebbe contribuire a sbloccare molti progetti legati alle rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico.

RINNOVABILI, UNO STALLO DOCUMENTATO

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini aveva già chiesto un commissario a fine maggio, durante il Motor Valley Fest: “Ci vuole un commissario”, aveva detto, aggiungendo che il ricorso a una figura straordinaria significa che “la politica non ha fatto il suo mestiere”. L’indiscrezione del Foglio arriva dunque dopo una richiesta già pubblica di Confindustria per una figura commissariale, senza che da quella presa di posizione emergesse però un sostegno esplicito al nome di Cingolani.

Che il settore proceda con difficoltà, però, non è soltanto una denuncia degli industriali. Nel rapporto 2026 sull’Italia, la Commissione europea segnala che la frammentazione delle procedure, i ritardi nelle autorizzazioni e i colli di bottiglia della rete continuano a frenare le rinnovabili. Terna calcola che al 30 giugno risultavano installati circa 61 gigawatt di eolico e fotovoltaico, a fronte di un obiettivo di circa 107 gigawatt entro il 2030. Le richieste di connessione presentate superavano invece i 300 gigawatt. Quindi, tra i dati di Terna, i rilievi della Commissione europea e la denuncia degli industriali, le difficoltà nello sviluppo delle rinnovabili risultano riconosciute e documentate.

UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER SBLOCCARLI TUTTI? 

Secondo l’ipotesi riferita dal Foglio, a Cingolani potrebbe essere affidato un ruolo capace di intervenire sui progetti fermi con poteri sostitutivi, tempi certi e una corsia rapida per le autorizzazioni, così da superare i blocchi locali. Insomma, un commissario straordinario per sbloccarli tutti. Le competenze sono infatti distribuite tra diversi livelli amministrativi, che possono spesso sovrapporsi lasciando fermi gli investimenti. Il commissario ipotizzato dovrebbe quindi diventare il punto in cui, dopo un certo termine, la discussione finisce e qualcuno prende una decisione. E quel qualcuno potrebbe essere proprio Cingolani.

IL POSSIBILE RITORNO DI CINGOLANI A PALAZZO CHIGI

Già ministro della Transizione ecologica nel governo Draghi, Roberto Cingolani ha lasciato Leonardo lo scorso maggio, dopo un mandato di tre anni da amministratore delegato e direttore generale. L’uscita è avvenuta con un accordo consensuale che non contiene alcun vincolo di non concorrenza successivo alla cessazione dell’incarico. Quindi nulla, sul piano contrattuale, gli impedirebbe di accettare un nuovo incarico pubblico. A fine giugno Cingolani era stato ricevuto da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, l’incontro sarebbe servito a ricucire i rapporti dopo le “tensioni e incomprensioni” seguite all’uscita da Leonardo, mentre il governo avrebbe valutato per lui un nuovo incarico. Allora l’ipotesi più accreditata riguardava la nascita di una struttura governativa dedicata allo sviluppo del programma nucleare italiano. Oggi Il Foglio fa emergere un’altra possibilità, quella delle rinnovabili. Due incarichi diversi legati dallo stesso filo: la possibile ricollocazione di Cingolani in un ruolo speciale nel settore energetico. Per ora, però, resta solo un’indiscrezione.

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