Italia

Conte da Juncker (stretto tra Mattarella e Salvini-Di Maio)

Da Roma a Bruxelles e di nuovo a Roma. Tutti gli appuntamenti del premier Conte nella partita della legge di Bilancio

Roma-Bruxelles e ritorno. L’aereo di stato del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà chiamato a fare gli straordinari nelle prossime 48 ore. Con un programma sicuramente inconsueto, ma del resto nella partita della legge di Bilancio la tradizionale liturgia è stata sconvolta da tempo.

PRIMA TAPPA AL QUIRINALE

Il premier oggi alle 12.30 sarà al Quirinale per il consueto pranzo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima dei lavori del Consiglio europeo. A Bruxelles, giovedì e venerdì, si parlerà principalmente della Brexit, ma il “caso” Italia non potrà non essere al centro della discussione. Il capo dello Stato, garante della Costituzione e convinto europeista, non può permettere all’Italia (per quanto sia nei suo poteri e nelle sue prerogative) una pericolosa deriva anti Ue. Ecco allora, e non sarà la prima volta, che è facile prevedere come oggi il capo dello Stato, dopo avere ascoltato le parole del premier e dei suoi ministri, spingerà ancora una volta per il raggiungimento di un accordo sulla manovra.

ALLA VOLTA DI BRUXELLES

Appena il tempo del pranzo e del caffè e Conte salirà sull’aereo diretto a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker per l’incontro determinate nella trattativa sulla legge di bilancio. L’esecutivo europeo, secondo quanto si apprende, si attende “nuove proposte da parte dell’Italia”. Alla vigilia, intervenendo alla Camera in vista del vertice di Bruxelles, il premier è sembrato meno accomodante rispetto a qualche giorno fa. “Logorare l’azione riformatrice di questo governo sarebbe una strategia miope”, così come lo sarebbe “cercare di reprimere le istanze che rimarrebbero vive nella società e potrebbero presentarsi in forme e modi difficili da prevedere e più faticose da soddisfare”, ha detto, forse facendo un po’ di pretattica alla vigilia dell’incontro e affrettandosi a precisare che “stiamo facendo di tutto per diradare le perplessità della Commissione”. Alla fine la proposta potrebbe essere quella di un ritocco al ribasso del rapporto deficit/Pil, ma non oltre la “soglia psicologica” del 2% (con la Lega più “morbida” rispetto ai pentastellati), per evitare comunque di perdere la faccia rispetto ai toni ultimativi usati quando era stato posto il tetto del 2,4%.

RIENTRO DAI DUE VICE

Comunque sia non spetterà a Conte l’ultima parola, tanto che il premier, dopo l’incontro con Juncker, ripartirà per Roma dove in serata, con ogni probabilità, avrà un vertice con i vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per decidere se dare il “visto” all’ipotesi di accordo. Appena il tempo di dormire e il presidente del Consiglio salirà di nuovo sull’aereo per tornare nella capitale belga e comunicare l’esito della sua missione ai partner europei. Molti (a partire da Olanda e Austria) attendono Conte al varco e certo anche il presidente francese Emmanuel Macron non sarà molto ben disposto, dopo l’attacco di Di Maio che chiede l’apertura di un “caso Francia, se le regole valgono per tutti”. Intanto però sul banco degli accusati c’è l’Italia.

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