Italia

Coronavirus.Il Food delivery è consentito

food delivery

Il food delivery è ancora consentito. Ma sono previste precauzioni adeguate alle misure straordinarie di contenimento del contagio da coronavirus

Dopo la nuova stretta per contenere l’epidemia del Coronavirus rimane consentito il food delivery. Nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio il servizio di consegna a domicilio dei pasti provenienti dai ristoranti è consentito e prosegue regolarmente.

Massimo impegno dunque per continuare a fornire un servizio importante nel rispetto delle norme. AssoDelivery — l’associazione che riunisce le principali piattaforme di food delivery in Italia (Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats) — interviene all’indomani della pubblicazione del DPCM 22 Marzo 2020 ricordando che la consegna di cibo a domicilio per ristoranti e attraverso le piattaforme di online food delivery resta consentita, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto.
“Il food delivery rappresenta un servizio davvero importante in questo momento e per questo tutte le piattaforme aderenti ad Assodelivery si impegnano per sostenere tutto il comparto della ristorazione, promuovendo il rispetto della normativa, e le specifiche linee guida, come quelle AssoDelivery/Fipe”.

LE SFIDE DEL FOOD DELIVERY AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Si potranno continuare dunque le normali attività del food delivery adattandole però alle misure straordinarie di contenimento del contagio da coronavirus. E quindi dalla separazione dei locali destinati alla preparazione del cibo da quelli dove si ritira, al mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e all’assenza di contatto diretto in tutte le fasi, consegna compresa.

IL DECALOGO DI SICUREZZA STILATO DA FIBE E ASSODELIVERY

Sono alcune delle regole del nuovo decalogo di buone pratiche per garantire il servizio di delivery nel rispetto delle misure igienico sanitarie condivise dalla Fipe e Assodelivery.

Tra le altre regole, oltre al fatto che tutti devono seguire scrupolosamente le raccomandazioni del Ministero della Salute, le due associazioni indicano che i ristoratori mettono a disposizione del proprio personale prodotti igienizzanti, assicurandosi del loro utilizzo e raccomandano di mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro nello svolgimento di tutte le attività.

I ristoratori definiscono aree destinate al ritiro del cibo preparato per le quali osservano procedure di pulizia e igienizzazione straordinarie, separate dai locali destinati alla preparazione. Il ritiro del cibo avviene assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e l’assenza di contatto diretto.

Il cibo viene chiuso in appositi contenitori con adesivi chiudi-sacchetto, graffette o altro, per assicurarne la massima protezione, per essere poi riposto immediatamente negli zaini termici o nei contenitori per il trasporto che devono essere mantenuti puliti con prodotti igienizzanti. Chiunque presenti sintomi simili all’influenza deve restare a casa e sospendere l’attività lavorativa.

LA PERDITA STIMATA PER IL COMPARTO

Un comparto, quello del delivery, che al momento stima una perdita media nazionale del 20%, dopo aver scontato cali più evidenti alla fine di febbraio in particolare nel milanese, ma che sta registrando segnali incoraggianti in tutta Italia.

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