Italia

Cosa pensa l’ex presidente Pitruzzella del futuro dell’autorità Antitrust

Rustichelli

Idee e opinioni di Giovanni Pitruzzella, ormai ex presidente dell’Autorità per la concorrenza e il Mercato su presente e futuro dell’Antitrust nell’era dell’economia digitale

L’economia digitale ha portato l’Antitrust ad assomigliare a Vitangelo Moscarda, il famoso protagonista del romanzo pirandelliano “Uno, nessuno e centomila”. Secondo Giovanni Pitruzzella, ormai ex presidente dell’Autorità per la concorrenza e il Mercato – in attesa dell’insediamento di Roberto Rustichelli, designato il 20 dicembre scorso -, consumatori, politici, avvocati ed economisti hanno infatti idee diverse su cosa sia e cosa debba fare l’Authority rispetto a questa nuova branca economica.

I CASI GOOGLE SEARCH E GOOGLE ANDROID

In “Antitrust and the Digital economy: in search for an identity?”, articolo d’apertura dell’ultimo numero di “Italian Antirust Review”, la rivista italiana dell’Agcm, Pitruzzella fa l’esempio delle recenti decisioni adottate dalla Commissione europea per i casi Google Search e Google Android, che hanno creato un acceso dibattito tra i professionisti ed evidenziato le diverse politiche adottate dalle agenzie nelle varie giurisdizioni.

LO SVILUPPO DELLA RIVOLUZIONE DIGITALE

Del resto, nota, “la rivoluzione digitale si è sviluppata con una velocità e una portata dirompenti nell’economia e nella società e senza precedenti nelle pregresse rivoluzioni industriali” creando nuovi servizi e nuovi mercati e dando forma a un ecosistema digitale che è divenuto una moderna agorà del 21esimo secolo, dove trovano posto aspetti economici ma anche sociali e democratici. Di sicuro, per l’ex presidente Agcm, “creare le condizioni perché prosperi l’economia digitale è un obiettivo politico importante“.

L’AGORÀ DIGITALE

A tal fine, e qui Pitruzzella riprende un tema già trattato nella sua ultima Relazione annuale lo scorso luglio, le Autorità antitrust devono intervenire nei casi in cui l’innovazione che prospera sul web è ostacolata da regole o comportamenti nati per proteggere gli operatori più tradizionali. Senza dimenticare però che l’agorà digitale non si sta sviluppando come uno spazio pubblico aperto, ma come uno spazio progettato e governato da una manciata di giganti globali, che operano in mercati dove le barriere all’ingresso sono alimentate dal combinarsi di effetti di rete, economie di scala, pratiche di lock-in ed economia dei Big data.

L’IDENTITÀ COMUNE DELLE DIVERSE AUTORITÀ ANTITRUST

Nel tempo, ricorda l’avvocato palermitano, le varie autorità antitrust sembrano essere confluite in una identità comune, modellata intorno alla nozione di efficienza del mercato e benessere del consumatore. Tuttavia, alcuni temono che un’identità così forte finisca per portare l’Antitrust alla periferia della governance economica dei mercati e della società e lo renda incapace di perseguire gli interessi della società stessa con conseguente indebolimento della sua capacità di essere veramente rilevante nel mondo digitale.

“CASSETTA DEGLI ATTREZZI” È SUFFICIENTEMENTE FLESSIBILE

Nella ricerca di questa nuova identità, fondamentale è chiarire i limiti delle imposizioni legali tenendo presente che l’analisi economica “può e dovrebbe essere meno dipendente dalla giurisprudenza”. Comunque, sottolinea Pitruzzella, la “cassetta degli attrezzi” dell’Antitrust sembra sufficientemente flessibile per affrontare le economie delle piattaforme digitali e il metodo di analisi economica che vige nel processo decisionale dell’Authority è la chiave per l’applicazione del diritto della concorrenza ai nuovi casi, in particolare nel settore digitale. Ciò è importante quando le autorità antitrust devono esaminare forme ben note di comportamento anticoncorrenziale ma anche quando sono alle prese con complessi mercati digitali che non esistevano fino a qualche anno fa ovvero piattaforme di ricerca, e-commerce e social network.

IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE EX POST DEGLI INTERVENTI

Ultima nota, ma non meno importante, l’applicazione antitrust nel settore digitale aumenta l’importanza della valutazione ex post dell’impatto dell’intervento, o del mancato intervento. Del resto, le analisi ex post stanno diventando sempre più numerose e più comuni: si tratta di una tendenza che dovrebbe essere incoraggiata ulteriormente.

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