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Cosa promettono Lega, FdI, Pd e non solo sulle tasse

Cartelle Esattoriali Tasse

Le proposte sulle tasse di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Pd e non solo 

“Tasse, beneamate tasse”, recitava una canzone d’altri tempi. Oggi, invece, le tasse non sono più “bellissime”, come aveva detto l’ex ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. E tutti i partiti, chi più e chi meno, promettono di tagliarle.

Le proposte del centrodestra

In prima fila c’è ovviamente il centrodestra. Forza Italia vuole la flat tax al 23%, mentre la Lega è convinto che si possa scendere al 15%. Per gli azzurri è, ormai, imprescindibile non solo abrogare l’Irap e la tassa di successione, ma anche introdurre, tramite una riforma costituzionale, un tetto massimo alla pressione fiscale. Per favorire le attività commerciali, Forza Italia intende eliminare l’Imu per gli immobili occupati o inagibile ed estendere la cedolare secca a tutti i vari di affitto. Anche il Carroccio ha in programma delle misure molto simili in materia, ma il “piatto forte” dei leghisti è senza dubbio la pace fiscale e la rottamazione del saldo e stralcio sia per le aziende in crisi sia per le persone giuridiche. Tra le altre misure spicca, ovviamente, l’abolizione dell’Irap, della Tobin Tax e delle micro-tasse. Il partito di Salvini, per venire incontro alle famiglie che dovranno affrontare un inverno assai duro punta ad abbattere l’Iva sui beni di prima necessità e al riordino degli oneri di sistema della bolletta elettrica. Entrambi i partiti di centrodestra propongono misure di defiscalizzazione per le imprese che assumono giovani e non solo. Fratelli d’Italia riassume le sue proposte nello slogan “più assumi, meno paghi” e, per aumentare i salari, intende abbassare le tasse sul lavoro. Notevoli sgravi fiscali per la famiglia sono in agenda di tutti e tre i partiti di centrodestra e Forza Italia rilancia l’introduzione del quoziente familiare.

Le proposte del centrosinistra

Il Pd, invece, si prefigge di ridurre le tasse attraverso la lotta all’evasione fiscale e incentivando i pagamenti elettronici. Anche i democratici vogliono abolire le micro-tasse e “superare progressivamente l’Irap”. Ripudiano, invece, qualsiasi tentativo di introdurre in Italia la flat-tax e parlano di una generica riforma fiscale che razionalizzi le varie agevolazioni fiscali così da poter abbassare l’Irpef. Infine, i dem prevedono di rimodulare l’Ires. I loro principali alleati, Verdi e Sinistra Italiana, invece, sono favorevoli a una tassa patrimoniale progressiva che riguardi tutti i beni mobili e immobili. Ad essere colpito maggiormente sarebbero i “patrimoni superiori a 5 milioni di euro, con un’imposta progressiva che cresca fino al 2% oltre i 50 milioni”. Per quanto concerne le aliquote Irpef, la lista di Bonelli e Fratoianni ne prevedono addirittura un al 65% per chi supera i 10 milioni di euro di reddito annui. Contro il caro bollette, vogliono tassare al 100% gli extraprofitti di Eni.

M5S, Terzo Polo e De Magistris. Ecco cosa precede il programma degli outsider

Il Movimento Cinque Stelle vogliono il cuneo fiscale sia per le aziende sia per i lavoratori e cancellare definitivamente l’Irap. Il partito di Giuseppe Conte, infine, propone il ritorno del cashback fiscale e una maxirateazione delle cartelle esattoriali. Il terzo polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda, invece, pensa di rilanciare l’occupazione attraverso una detassazione completa per tutti gli under 25, mentre prevede uno sgravio del 50% per gli under 30. Per quanto riguarda la riforma dell’Irpef, Azione e Italia Viva propongono di fissare un reddito minimo (di circa 10mila euro) all’anno che sia esente da tasse. L’imposta si applicherebbe solo per i ricavi superiori rispetto a quella cifra. Nel programma dell’Unione Popolare di Luigi De Magistris, compare la patrimoniale e una riforma fiscale che colpisca ovviamente i più ricchi e l’aumento della tassa sulle successioni. Ad essere colpiti dalla scure della sinistra radicale sono ovviamente le aziende energetiche che, in caso di vittoria dell’Unione Popolare, si vedrebbero aumentare la tassa sugli extraprofitti dal 10 al 90%

 

 

 

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