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Cos’è e come funziona il reddito alimentare

Lavori Notturni Emendamenti Manovra Reddito Alimentare

Durante i lavori notturni sugli emendamenti alla Manovra è passata la proposta del Pd sulla sperimentazione del fondo nelle città

C’è un altro elemento in Manovra che è stato discusso nelle ore serali di ieri e della scorsa notte. Riguarda la proposta del Partito Democratico di aprire un fondo per le città metropolitane da dare ai poveri assoluti.

TRA GLI EMENDAMENTI ALLA MANOVRA ECCO IL REDDITO ALIMENTARE

In Italia sono 5,6 milioni i cosiddetti poveri assoluti, vale a dire quelle persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita dignitosa. Persone che non sempre sono in grado di poter accedere a pasti regolari, per esempio.

Bene, nella notte scorsa è passato l’emendamento Pd a nome di Marco Furfaro che propone di destinare 1,5 milioni per il 2023 e 2 milioni per l’anno successivo alle città metropolitane. L’obiettivo è distribuire pacchi alimentari con scorte invendute. Entro sessanta giorni è atteso il decreto dal ministero del Lavoro con tutti i dettagli. Di sicuro, il reddito scatterà nel 2023.

 LA PETIZIONE DI LEONARDO CECCHI

Leonardo Cecchi, presidente del comitato Reddito alimentare e iscritto del Partito Democratico, ha lanciato una petizione su Change.org firmata attualmente da quasi settantamila persone. Sono 2.7 milioni le persone a rischio fame in Italia, dove allo stesso tempo sono andate sprecate 220 mila tonnellate di cibo soltanto nel 2020 nei supermercati.

Numeri sconfortanti ai quali fanno fatica a porre rimedio le associazioni del terzo settore. Un ambito troppo carico di oneri e spesso privo di risorse adeguate per operare.

COME FUNZIONERÀ IL REDDITO

Come funziona il reddito? “I beneficiari, attraverso una semplice app, potranno infatti prenotare quei pacchi per poi ritirarli in uno dei centri di distribuzione oppure farseli consegnare a casa, se categorie fragili”, dettaglia il comitato stesso.

Secondo il rapporto 2022 del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti di Coldiretti, i nuovi poveri sono per lo più persone senza più lavoro, rifugiate in impieghi al nero e senza sussidi o aiuti, né risparmi.

Per Furfaro, “adesso 600 mila bambini, 337 mila anziani e in totale 3 milioni di italiani si avvalgono, quando va bene, delle mense o dei pacchi alimentari, perché non possono permettersi di fare la spesa. Adesso il cibo invenduto sarà dato a chi ne ha bisogno”. Di più: “il meccanismo potrebbe prevedere, anche se sarà un decreto attuativo a stabilire successivamente le regole, che i supermercati comunichino l’invenduto ai comuni e poi saranno gli stessi enti locali a distribuire o far prendere i pacchi a chi ne ha diritto”.

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