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Cos’è il caso Argelato e perché fa tremare il PD?

Argelato Pd

Secondo il quotidiano di Maurizio Belpietro, ad Argelato il PD avrebbe gonfiato il numero delle schede elettorali inserite nelle urne dai militanti, forse per mascherare la scarsa affluenza…

Argelato come Bibbiano? Comuni che in pochi hanno sentito nominare ma che di colpo iniziano a rimbalzare, insistentemente e dolorosamente, nella quotidiana polemica politica. A rendere noto al grande pubblico il nome di questo piccolo centro nel Bolognese il quotidiano “La Verità”, che ha accusato il Partito Democratico di brogli nelle primarie del 2019, quelle disputate tra Nicola Zingaretti (che sarà poi nominato segretario), Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Secondo l’accusa del quotidiano, il PD avrebbe gonfiato i numeri proprio ad Argelato.

argelato pd

La tesi accusatoria della testata fondata da Maurizio Belpietro è piuttosto circostanziata e carica di dettagli: a quelle primarie una misteriosa manina avrebbe aggiunto 120 schede divise più o meno equamente tra i candidati Nicola Zingaretti e Maurizio Martina. Solo apparentemente sfavorito Roberto Giachetti ma in realtà non vi sarebbero stati aiuti esclusivamente perché aveva raccolto da sé un numero sufficiente di preferenze.

La Verità chiama in causa i segretari dei circoli interessati Manuela Bulla e Laura Zoboli, la sindaca del Comune, Claudia Muzic e il suo compagno Matteo Meogrossi, oggi coordinatore della segreteria provinciale del Pd di Bologna che, sentiti sempre dal quotidiano di Belpietro, smentiscono qualsiasi coinvolgimento. Ma ci sarebbero anche registrazioni telefoniche che proverebbero i brogli del PD in quel di Argelato.

Quel che è certo, è che 120 schede farlocche nelle urne di Argelato non avrebbero potuto cambiare l’esito delle primarie del PD, agevolando questo o quel candidato. Anzi, se fosse vero quanto sostenuto dal quotidiano, saremmo al più di fronte a un barcollante tentativo di dimostrare ad arte che c’è stata partecipazione, suddividendo proporzionalmente le presunte votazioni fasulle.

Tuttavia la vicenda, per quanto piccola e insignificante sul piano nazionale, lascia sul terreno più di un interrogativo sulla regolarità con cui vengono gestite localmente le primarie, soprattutto nei piccoli centri e rischia di trasformarsi in un argomento elettorale scottante, specie nella vicina Bologna, dove si voterà in autunno. Intanto, proprio a Bologna, il PD tiene in questi giorni la propria Festa dell’Unità: chissà se qualcuno dei big coglierà l’occasione per replicare alle accuse de La Verità

 

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