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Cos’è il disbrigo degli affari correnti? Cosa potrà fare il governo Draghi?

Disbrigo Affari Correnti

Il Governo rimarrà in carica fino a elezioni per il disbrigo degli affari correnti. Che succede al PNRR e alle riforme?

“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, il quale, dopo aver riferito in merito alla discussione e al voto di ieri presso il Senato, ha reiterato le dimissioni sue e del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica ne ha preso atto. Il Governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Nella scarna nota del Colle diramata nella mattina di ieri c’è quell’uscita ordinata cui Sergio Mattarella certo non avrebbe voluto ricorrere, ma che aveva comunque previsto quando, la scorsa settimana, aveva respinto le dimissioni di Mario Draghi, costringendolo alla parlamentarizzazione della crisi.

IL GOVERNO DRAGHI RESTA FINO A ELEZIONI

La nota del Quirinale, si diceva, è piuttosto scarna, ma in realtà risponde in poche righe a tanti dubbi e domande. A iniziare dal fatto di quale governo porterà l’Italia alle elezioni: si era fatto il nome di Giuliano Amato, in quanto oggi presidente della Consulta e pure quello del ministro dell’Economia Daniele Franco, il cui profilo è senz’altro tecnico. Sarà invece Mario Draghi a tenere in mano il timone fino a quando non verrà individuato un successore cui consegnare la campanella, naturalmente passando dalla chiamata alle urne. Sempre quelle poche righe sembrano inoltre confermare che il governo Draghi non perderà ministri, nonostante abbia perso la fiducia di Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega. A tutti gli azionisti della maggioranza si chiede lo sforzo di coabitare assieme almeno per il disbrigo degli affari correnti.

COSA SIGNIFICA DISBRIGO DEGLI AFFARI CORRENTI

In questa fase è come se venisse inserito una specie di pilota automatico che permetterà al governo solo di compiere atti non differibili, come emanare decreti legge in quanto dettati da casi di necessità e urgenza ed esaminare i relativi disegni di conversione; esaminare i disegni di legge di ratifica dei trattati, i ddl di delegazione europea e della legge europea se si tratta di atti dovuti, in quanto adempimento ad obblighi internazionali o derivanti dall’appartenenza all’Ue.

In queste formule, volutamente vaghe, potrebbero inserirsi le norme e i decreti necessari alle riforme per il PNRR, considerato che Roma deve completare altri 55 obiettivi entro la fine di dicembre. “La direttiva del presidente del Consiglio sull’attività del governo durante lo scioglimento e le indicazioni dei presidenti delle Camere sull’attività parlamentare durante lo scioglimento saranno definite in modo tale da includere il proseguimento dei lavori parlamentari sui ddl previsti dal PNRR”, spiegano fonti di governo.

Non rientrano invece nella definizione di disbrigo degli affari correnti l’esame di nuovi disegni di legge, l’approvazione di decreti legislativi, la nomina e la designazione di nuove figure, adottare nuovi regolamenti ministeriali o governativi. Anche in questo caso, fatto salvo che non si tratti di azioni non differibili o il cui differimento potrebbe causare un grave danno all’apparato statale. Di fatto, l’esecutivo dimissionario potrebbe compiere ancora riforme molto importanti, ma difficilmente potrà farlo, dato che su alcune di queste si è consumato lo strappo che ha portato alla crisi.

 

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