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Cos’è Serpico? Ecco tutte le banche dati riservate al centro dell’inchiesta di Perugia

Serpico

Da Serpico a Infocamere, quali sono le banche dati finanziarie riservate al centro dell’inchiesta sullo spionaggio dei vip

Nell’ambito dell’inchiesta di Perugia sul monitoraggio abusivo degli archivi informatici, che vede tanti esponenti politici e vip al centro delle attività di spionaggio, i due indagati chiave sono il magistrato Antonio Laudati (di cui abbiamo parlato) e il finanziere Pasquale Striano, colui che materialmente accedeva abusivamente alle banche dati più riservate della procura nazionale antimafia.

Striano, come emerge dalle ricostruzioni dei quotidiani, sarebbe entrato con la sua password (lavorativa) all’interno di server che restituiscono profili completi di personalità, semplici cittadini, aziende. “Vuol sapere i precedenti di polizia di alcuni – annota il Corriere della Sera -, l’ossatura aziendale di imprese. Le (eventuali) segnalazioni di operazioni sospette nei confronti di gente che si è trovata a incrociare la sua strada. Gli basta un cognome, un codice fiscale, un indirizzo e una partita Iva e quelli svelano un mondo”.

Nei capi d’accusa contestati a Striano sono indicate in particolare sigle che indicano i contenitori informatici nei quali confluiscono informazioni riservate agli organismi di polizia e destinate a essere utilizzate per esigenze strettamente di servizio. Si tratta di banche dati finanziarie che rappresentano una vera prateria di informazioni, che racconta la vita di un cittadino nei dettagli più intimi. Come quella denominata Serpico per i dati anagrafici.

LA BANCA DATI FINANZIARIA ‘SERPICO’

Serpico, acronimo di ‘Servizi per i contribuenti’, raccoglie dalle grandi operazioni finanziarie fino a tutte le spese fatte con carta di credito o bancomat da ogni cittadino italiano. Come ricorda sempre il Corriere della Sera, si tratta del “sistema informatico utilizzato dall’Agenzia delle entrate, in grado di incrociare oltre 30 milioni di dichiarazioni dei redditi con altri dati fiscali. Da questo database in pochi istanti appaiono gli ultimi 5 modelli 730 di un contribuente. Il finanziere Straino sarebbe entrato abusivamente anche qui”.

I PORTALI ‘SIVA’ E ‘JESUS’

Poi ci sono ‘Siva’ e ‘Jesus’, i portali – spiega il Giornale – “utilizzati rispettivamente dalla Guardia di finanza e dalla Dia per accedere a tutte le Segnalazioni di operazioni sospette partite dalla Banca d’Italia e inviate alla Direzione nazionale antimafia, dove vengono incrociate con un’altra banca dati micidiale, il Rege, che raccoglie tutte le inchieste aperte da tutte le Procure d’Italia”. Informazioni che – sempre in base alla ricostruzione accusatoria – sarebbero state veicolate anche tramite WhatsApp o Wetransfer. Tra l’altro, ci sono alcuni aspetti oscuri – come puntualizza Repubblica – sui file cancellati sullo smartphone del finanziere.

Sopra di tutto, a gestire Serpico, c’è Sogei: “il vero Grande Fratello, gestito dal Ministero delle Finanze – prosegue il Giornale – un mostro da diciottomila server e 71 perabyte di memoria. Chi controlla Sogei controlla tutto”.

STRIANO AVREBBE CONSULTATO ANCHE IL SISTEMA ‘INFOCAMERE’

Sembra inoltre che Striano, quando era l’ufficiale di polizia giudiziaria comandante del gruppo Sos, sigla che sta per Segnalazioni operazioni sospette, abbia fatto ricorso anche a informazioni. Dai capi d’accusa nei suoi confronti emerge infatti l’uso, ritenuto illecito dai pm di Perugia, anche, ad esempio, del sistema Infocamere.

Infocamere è la società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale che gestisce il Registro delle imprese, l’anagrafe economica nazionale. Striano è accusato dai pubblici ministeri di Perugia di avere fatto accessi ritenuti abusivi a questa banca dati nell’ambito delle attività che, in concorso con il magistrato Antonio Laudati, hanno portato a una richiesta di apertura di un dossier pre-investigativo. In tale ambito – come scrive l‘Ansa -il tenente della guardia di finanza è accusato di avere consultato diverse visure storiche relative ad alcune società di real estate e anche di una che si occupa di tabacco. Striano è poi accusato di avere abusato del suo ruolo di ufficiale di polizia giudiziaria inviando a un’altra persona informazioni riguardanti un veicolo tratte dalla banca dati dell’Aci.

Leggi anche: Chi è Antonio Laudati, il magistrato sotto accusa nell’inchiesta di Perugia

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