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Conferenza stampa Meloni

Cos’ha detto la presidente Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno

Tutti i temi affrontati dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno

Pochi intoppi e un clima tutto sommato cordiale, malgrado la stampa non perda la (rara) opportunità per sferzare l’esecutivo in un faccia a faccia.

Prima che inizino i lavori è la segretaria dell’Fnsi Alessandra Costante ad agitare un po’ le acque, mostrando uno striscione che denuncia il finanziamento milionario alla Fieg, a fronte della mancata contrattualizzazione di molti giornalisti, che attendono di essere regolarizzati da oltre 10 anni. La presidente Meloni, però, respinge le accuse: il suo governo può fare “moral suasion”, ma la questione non rientra nelle sue competenze.

Qualche botta e risposta – su tutti quello con Francesca De Benedetti del quotidiano Domani in merito al presunto spionaggio ai danni del capo di gabinetto Gaetano Caputi, un siparietto dopo la lunga domanda di Francesco Galluzzo del Corriere della Sera che fa mormorare i colleghi, che si attengono tutti, più o meno, alla regola fissata in principio dal presidente dell’Odg Bartoli, che chiede domande secche – e poco più.

UN APPUNTAMENTO PER FISSARE L’AGENDA DI GOVERNO 2026

Aneddotica a parte, la conferenza stampa organizzata dall’Ordine dei Giornalisti sta diventando una appuntamento abituale per fissare le priorità dell’esecutivo per il nuovo anno, oltre a essere una delle poche uscite in cui la Presidente del Consiglio si offre per rispondere direttamente alle domande dei giornalisti. In cima all’agenda del 2026 ci saranno sicurezza e crescita, annuncia la premier.

Ma il focus, inevitabilmente, è sui grandi temi internazionali: il blitz Usa in Venezuela e l’attesa liberazione di Alberto Trentini, l’Ucraina e la tregua a Gaza. Fra i temi interni la legge elettorale, il referendum sulla giustizia e l’economia. “Dopo 3 anni di governo siamo il paese con la maggioranza più solida tra quelli europei. Dobbiamo prendere posizioni epocali. Ho conosciuto maggioranze che si sarebbero frantumate”, rivendica la premier, mentre sulla Groenlandia azzarda: “Non credo all’intervento militare Usa, non converrebbe a nessuno”. Sull’Ucraina, dice, “ha ragione Macron: l’Ue deve parlare con Mosca”.

ALBERTO TRENTINI

La prima domanda riguarda l’italiano Alberto Trentini detenuto illegalmente in Venezuela da oltre un anno nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, uno dei più duri del Paese. “Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre” di Alberto Trentini “non potrà abbracciare suo figlio” ha sostenuto Meloni che ribadisce l’impegno del governo italiano quotidianamente e “mobilitando tutti i canali, che sono canali politici, diplomatici e di intelligence”.

SUL RAPPORTO CON IL QUIRINALE

Giorgia Meloni ha respinto le ricostruzioni che parlano di tensioni con il Quirinale, sottolineando come i rapporti siano “ottimi” e improntati a una costante ricerca di soluzioni condivise nell’interesse nazionale. Eppure, dice, “Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, l’ha dichiarato anche lui”.

ESCLUDO AZIONE MILITARE USA IN GROENLANDIA

Riguardo la questione Groenlandia la premier si dice scettica sull’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia “che non converrebbe a nessuno”. E se anche accadesse “non la condividerei”. Secondo la premier ’amministrazione Trump sta ponendo l’attenzione sull’importanza strategica dell’isola per suoi interessi e per la sua sicurezza e che il messaggio di Trump è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere.

LA DATA DEL REFERENDUM

Per  il referendum sulla giustizia la data probabile è quella del 22-23 marzo. Lo ha annunciato la premier che aggiunge: “Vedo un intento dilatorio nelle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi. Ma non c’è nessuna impasse. Da parte nostra non c’è nessun intento di forzare la legge. La data del 22 marzo ci consente di portare a casa, se l’esitò sarà a maggioranza sì, le norme attuative in tempo prima della definizione del nuovo Csm” spiega. E comunque anche se l’esito sarà negativo la leader di FdI non intende dimettersi “se gli italiani bocciano la riforma del referendum abbiamo comunque mantenuto gli impegni e fatto quello che c’era nel programma elettorale”.

ANM E LO SCONTRO CON LE TOGHE

Al centro c’è la campagna di Anm per il no al referendum. “La campagna che è stata fatta dall’Anm nelle stazioni delegittima la magistratura perché, se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna legittimissima contro il referendum questo la delegittima” ha detto Meloni replicando a proposito del referendum sulla riforma della giustizia e degli ipotetici attacchi ai giudici. “L’Anm ci accusa di sottomettere i giudici alla politica. Quello che noi facciamo è togliere a Parlamento la possibilità di eleggere un pezzo del Csm, togliendo la politica dai magistrati”, ribatte la premier dicendo che quello che fa l’Anm è uno spot a favore del sì.

RIFORMA ELETTORALE

Sulla riforma elettorale la premier assicura che ci sono “interlocuzioni con l’opposizione” e la stessa riforma è anche a vantaggio del campo largo. “E’ interesse di tutti fare una legge che consenta stabilità a chi vince le elezioni. Consente a chi prende più voti di governare per 5 anni. avere una maggioranza solida e riuscire a governare nel momento in cui si vince”. Secondo Meloni la riforma assicura potere reale ai cittadini sperando che “non ci siano chiusure pregiudiziali ma un dibattito”.

UCRAINA

“L’Europa parli con la Russia altrimenti il contributo è limitato”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Io sono stata sempre favorevole ad una nomina di un inviato speciale” sull’Ucraina, ha osservato la premier, “per ora mi pare prematuro l’ingresso della Russia nel G8”.

ECONOMIA REALE E DOSSIER ILVA

Le note dolenti arrivano con le domande che riguardano l’economia reale. “Paghiamo di più il rallentamento dell’economia tedesca, Servono 3 cose: continuare a sostenere l’occupazione, lavorare per abbassare i costi dell’energia e favorire gli investimenti (come con il super-ammortamento legge bilancio). Ma il modello da cui partire per favorire gli investimenti è la Zes”. Ma “Non è uno scenario catastrofico” sostiene. Per il settore automotive i problemi secondo Meloni “sono figli di scelte che ho contestato a livello europeo e che lavoro per correggere”.

Sull’Ilva il dossier è più complesso “è stato ereditato, ed è in una fase acuta da 13 anni. Tutti i governi non hanno dato soluzioni stabili, è una situazione compromessa da tutti i punti di vista. L’obiettivo è di conciliare la tenuta della produzione, l’ambiente e la sicurezza”. Ribadendo che “sono aperte negoziazioni con operatori economici interessati ma non ci sono impegni vincolanti da parte del governo fino a che non possiamo dare risposte chiare per un solido piano industriale”.

EMERGENZA CASA, TASSE ED ENERGIA

Per quanto riguarda il piano casa la premier ne annuncia la presentazione: “è un progetto ampio al quale stiamo lavorando con Salvini, Foti e i corpi intermedi (Confindustria e Cei). Un progetto che prevederà 100mila nuovi appartamenti a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni al netto delle case popolari di cui assicura il governo se ne sta occupando”. Sull’energia “siamo intervenuti con miliardi”, per la diminuzione delle tasse oltre al cuneo fiscale e alla diminuzione della seconda aliquota dell’Irpef , “avremmo voluto fare di più ma si deve guardare alle risorse a disposizione. “Abbiamo messo soldi su cose serie non come i governi passati”.

 

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