Italia

Crescita bassa? Centemero (Lega): Ue fa proiezioni politiche

Il deputato leghista Giulio Centemero: Italia in un momento di discontinuità ma da Bruxelles stime strettamente politiche. Agire con fiducia e spingere su manifatturiero, investimenti e semplificazioni

Intanto sgombriamo il campo: le stime economiche della Commissione Ue sono “strettamente politiche”. Dopodiché si può ragionare su cosa fare per superare questo “momento di discontinuità” che sta vivendo l’economia del nostro Paese. Giulio Centemero, deputato leghista della commissione Finanze e tesoriere del Carroccio, non ha dubbi: “E’ chiaro che è prevista una crescita inferiore del Pil (le stime della commissione Ue indicano uno 0,2 per cento nel 2019, ndr) ma Bruxelles non è certo un istituto di statistica per cui la sua stima mi pare più una risposta da parte francese e tedesca, ma soprattutto francese, rispetto alle polemiche degli ultimi giorni”.

VERSO UN INCREMENTO DELLA DOMANDA INTERNA

Dalla fotografia della situazione economica italiana emerge un “indice di produzione manifatturiera in calo come avviene da tempo, da prima di questo governo”. Invece sono “in crescita sia l’indice sui servizi sia quello della fiducia dei consumatori il che vuol dire che ci sarà un incremento della domanda interna”. Di sicuro, spiega il parlamentare, “la nostra economia è influenzata da diversi fattori come l’incertezza creata dalla Brexit e il problema della Trade War tra Stati Uniti e Cina, una ‘guerra commerciale’ che peraltro causa problemi pure alla Germania che ha visto tagliare le sue stime di crescita”. Senza dimenticare poi che il manifatturiero italiano è molto legato alla Germania e quindi “si crea un effetto a catena”.

SEMPLIFICAZIONI E SPINTE SULL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA

Secondo Centemero “abbiamo bisogno di una rivoluzione dei gilet arancioni, e non gialli. Dobbiamo procedere con le spese per gli investimenti, che spesso non creano deficit”. In questa direzione il deputato ricorda lo sblocco di 80 miliardi nella conferenza Stato-Regioni e di 250 miliardi che erano stati già stanziati, perlopiù tramite i Fondi di coesione, ma che ancora non erano stati utilizzati. La ricetta proposta dal parlamentare della commissione Finanze, oltre agli “investimenti dove è più necessario”, comprende pure “semplificazioni e spinte sull’industria manifatturiera” come il governo ha fatto con due norme già approvate e inserite in legge di Bilancio: la riduzione dell’Ires di nove punti percentuali (dal 24 al al 15 per cento) per chi investe o assume e la deducibilità dell’Imu sui capannoni, portata dal 20 al 40 per cento. Un “effetto positivo sul mercato primario”, aggiunge, si sta creando “con i 3,5 miliardi raccolti dai Pir (Piani individuali di risparmio, ndr)”.

PREMIARE CHI FA REDDITO

E magari una reazione altrettanto buona potrebbe arrivare dalla proposta leghista – arrivata in Parlamento – di tassare al 15 per cento gli incrementi di reddito. “Può essere un primo passo – spiega -, bisogna trovare il veicolo normativo in cui inserirla. L’idea è quella di far emergere un potenziale nuovo e di premiare chi fa reddito”. Di sicuro occorre partire da una constatazione: “Siamo in un momento di discontinuità e l’Italia è molto esposta nelle attività del mercato globale”. Per questo “dobbiamo strutturarci per saper stare sul mercato e per competere partendo dalla capitalizzazione delle nostre imprese, che va aumentata, e dalla creazione della spesa per investimenti in modo da dar vita a nuove infrastrutture e a nuovi posti di lavoro”. Il tutto però va fatto partendo da un principio: “Bisogna agire con ottimismo e fiducia. Per noi della Lega viene prima l’Italia e poi il partito. Per altri è il contrario”.

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