Italia

Da governo, Ue ed Esa risorse a settore difesa-aerospazio

Bando italiano da 1 miliardo a sostegno dell’industria aeronautica. Annunciato da premier Conte e ministro Sviluppo Economico Di Maio durante la visita di oggi allo stabilimento Leonardo di Pomigliano

Un miliardo di euro dal governo per l’industria aeronautica italiana, altri fondi dall’Ue per il settore della difesa e dell’aerospazio. Con una serie di incroci si stanno giocando partire fondamentali per un comparto in cui l’industria italiana gioca un ruolo importante, sia con grandi player come Leonardo che con industrie più piccole ma innovative. Le imprese della filiera aerospazio, difesa e sicurezza (AD&S) impiegano infatti quasi 45 mila occupati in Italia, con un valore di produzione di poco meno di 14 miliardi di euro.

DI MAIO E CONTE OGGI DA LEONARDO A POMIGLIANO

Oggi, visitando lo stabilimento Leonardo di Pomigliano (Napoli) insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio ha annunciato che è stato sbloccato un miliardo di euro a sostegno dell’industria aeronautica. I fondi saranno erogati con un bando sulla base della legge 808 del 1985. Il bando, secondo quanto si apprende da fonti Mise, dovrebbe essere pronto entro la metà dell’anno. L’ultimo intervento fatto sulla base della legge risale al 2017. Il bando riguarderà “finanziamenti e contributi per la partecipazione di imprese nazionali a programmi industriali aeronautici in collaborazione internazionale” per “la realizzazione di aeromobili, motori, equipaggiamenti e materiali aeronautici”. Previsti “finanziamenti per l’elaborazione di programmi e l’esecuzione di studi, progettazioni, sviluppi, realizzazione di prototipi, prove, investimenti per industrializzazione ed avviamento alla produzione” ma anche “contributi in conto interessi” sui finanziamenti concessi da istituti di credito, “per lo svolgimento dell’attività di produzione di serie”.

IN VISTA DELLA MINISTERIALE ESA

Un intervento che va a inserirsi anche nell’ambito dei lavori preparatori per il Consiglio ministeriale dell’Esa, l’agenzia spaziale europea, che si riunirà a novembre a Siviglia e che determinerà il programma dell’agenzia per i prossimi anni. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che ha la delega al settore aerospaziale, ha incontrato a Palazzo Chigi il direttore generale dell’Esa Johann-Dietrich Wörner in una riunione a cui ha partecipato anche l’ammiraglio di squadra Carlo Massagli, consigliere militare del presidente del Consiglio e segretario del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio. Sul programma dell’Esa si gioca una partita importante per l’industria italiana. La strategia dell’agenzia, secondo quanto emerge dai lavori preparatori, avrà quattro “pilastri”: la partecipazione europea alla futura piattaforma orbitale lunare internazionale (‘LOP-G?, Lunar Orbital Platform-Gateway); le applicazioni, con attività di telecomunicazione (contributo spaziale alla rete 5G), la navigazione (sviluppo di tecnologie ad esempio per la guida autonoma delle automobili), o l’osservazione della Terra (meteorologia, ambiente, cambiamenti climatici); la sicurezza nello Spazio e dello Spazio, ad esempio eliminando i detriti/rifiuti spaziali; la predisposizione di una gamma di lanciatori europei competitivi sul mercato mondiale. L’Esa ha un bilancio annuale di circa 6 miliardi di euro, che investe in ogni Stato membro (sono 12, tra cui l’Italia), tramite contratti industriali per i programmi spaziali, per un importo pressoché equivalente al contributo di ciascun Paese. Per l’Italia si tratta di una cifra intorno ai 450 milioni di euro.

COMMISSIONE UE AL LAVORO SUL PRIMO PIANO INDUSTRIALE NEL COMPARTO DIFESA

Intanto sul tema si muove anche la Commissione europea che nel fine settimana ha aperto il percorso per il primo piano industriale comune nel campo dell’industria della difesa. Entro “poche settimane”, affermano fonti della Commissione, sarà adottato un programma di lavoro e lanciata una “call” per progetti da avviare nell’ambito del bilancio 2019-2020. I fondi previsti sono 500 milioni in due anni per lo sviluppo di equipaggiamenti e di tecnologie mentre 90 milioni saranno impiegati nella ricerca. Il programma, da condividere nelle linee di lavoro con gli Stati membri, dovrà essere, nelle intenzioni della commissione, la base per il primo Fondo europeo per la difesa per il periodo 2021-2027, che ha una previsione di 13 miliardi di euro. Gli ambiti principali di intervento dei piani riguarderanno “progetti innovativi” come l’intelligenza artificiale, i software criptati, i droni, le comunicazioni satellitari.

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