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Dallo Spid alla Cie, il Governo vuole cambiare l’identità digitale

Spie Alessio Butti Governo Meloni

Il sottosegretario del governo Meloni con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, è al centro del dibattito politico delle ultime ore. Fatti e scenari

Il governo Meloni sta mettendo in discussione l’identità digitale, lo Spid. Il Sistema Pubblico governativo serve a favorire un accesso rapido e sicuro ai servizi digitali amministrativi. Adesso, il sottosegretario Alessio Butti, vuole sostituirlo con il Cie.

LE ULTIME MOSSE DEL GOVERNO

L’iniziativa è maturata nel weekend del primo decennale di Fratelli d’Italia, festeggiato a Roma alla presenza della premier Giorgia Meloni (e della sua agenda live). Dal palco, Butti ha detto: “Cerchiamo di spegnere gradualmente Spid che raccoglie una serie di identità digitali e facilitare l’azione delle nostre imprese e dei cittadini con la Pubblica amministrazione”. Il suo intento è affermare la carta d’identità elettronica, un servizio attivo tramite il ministero dell’Interno e utile ad accedere ai servizi delle Pubbliche Amministrazioni italiane e ai servizi erogati dagli stati membri dell’Unione Europea.

Ecco, proprio la Cie dovrebbe andare ad affermarsi come servizio digitale per essere utilizzato da tutti, anziani compresi. A differenza dello Spid. Per Butti, quest’ultimo sarebbe troppo complesso e oltretutto offerto in concessione dai privati. Mentre la Cie è un servizio ministeriale e degli enti locali. Insomma, si sta concretizzando lo Spid di Stato che lo stesso Butti propose nel 2020. Due anni fa, infatti, firmò un ordine del giorno approvato poi nel decreto Milleproroghe per favorire l’identità digitale statale, affidando il servizio a Poste Italiane o altre partecipate.

Lo Spid, finora, ha prodotto 33.324.270 identità digitali. Fino a settembre, la Carta d’identità digitale aveva raggiunto, invece, 31.3 milioni di italiani. L’ideatore dello Spid, Stefano Quintarelli, ha commentato su Mastodon le ultime mosse del governo: “Le ragioni per cui ritengo Spid la cosa più significativa fatta per la digitalizzazione del paese negli ultimi 25 anni le ho spiegate qui”. E il riferimento è a quando scriveva che “Spid serve a farsi riconoscere con valore legale da un servizio online della Pubblica Amministrazione e/o di privati e ad accedere ai servizi pubblici online degli altri Stati UE. Di per sé non è un documento d’identità ma quando la Legge impone alla Pubblica Amministrazione di controllare il documento d’identità di chi accede a un servizio, identificarsi con SPID equivale anche a presentarlo”.

CHI E’ ALESSIO BUTTI

Alessio Butti, protagonista del passaggio alla identità digitale di Stato, è un giornalista pubblicità e politico attivo nella destra italiana sin da giovane. Eletto in Senato, è stato Segretario della Camera alta dal 2008 al 2013 sotto la presidenza Schifani e deputato in quattro legislature dagli anni Novanta.

Dal 2 novembre di quest’anno è Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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