Italia

Débat public sull’informazione, come saranno gli Stati generali

Confronto aperto su tutta la filiera dell’editoria e informazione, in vista di riorganizzazione

Un percorso “partecipato” che inizierà a marzo e arriverà, in tre fasi, fino all’estate. E’ quello degli Stati generali dell’informazione che il sottosegretario con delega all’Editoria Vito Crimi (M5s) si appresta a lanciare in vista di una serie di interventi sul settore.

GLI STATI GENERALI DELL’INFORMAZIONE

Il primo step degli Stati generali si avvierà a marzo con l’illustrazione delle tematiche relative all’informazione, con l’obiettivo di coinvolgere tutta la “filiera”. Si aprirà quindi un iter di consultazione pubblica, in cui tutti potranno avanzare le loro proposte: sia gli stakeholder che i cittadini. Il “débat public” all’italiana si articolerà su cinque grandi temi: l’informazione primaria, i giornalisti, il mondo dell’editoria, il mercato, i cittadini. Le proposte che emergeranno dal confronto pubblico saranno quindi raccolte, sintetizzate e organizzate in maniera organica, in vista della sintesi, prevista per giugno/luglio.

I PROVVEDIMENTI PENSATI DA CRIMI

Certo non sarà un referendum, perché alla fine le decisioni saranno prese dal governo giallo-verde, che su alcuni aspetti ha già espresso chiaramente la propria posizione. Ad esempio sulla carta stampata, per cui l’obiettivo è quello di superare “progressivamente il finanziamento diretto ai giornali” assicurando il “pluralismo” con altri strumenti. Però, nell’idea del sottosegretario, dagli Stati generali potranno emergere proposte che l’esecutivo potrà decidere di far sue in tutto o in parte, anche con provvedimenti normativi ad hoc. Tra gli altri temi, oltre a quello dei quotidiani, ci sono i nuovi media, le fake news, la distribuzione, il ruolo dell’Ordine dei giornalisti (che per Crimi andrebbe abolito), le agenzie di stampa, per il quale l’anno prossimo dovranno essere pubblicati i nuovi bandi, dopo il caos venutasi a creare in seguito alla gara bandita dall’allora titolare della delega all’Editoria Luca Lotti (Pd).

TUTTI I CONTRIBUTI ALL’EDITORIA

“In questi anni – ha sottolineato nei giorni scorsi Crimi in un incontro pubblico – sono state messe in campo tantissime risorse per il settore dell’editoria. Gli editori devono avere l’onestà intellettuale di dire ‘di contributi ne abbiamo presi tanti, ma tanti come pochi altri settori industriali: 4 miliardi di euro’. Oggi esiste un’altissima domanda di informazione da parte dei cittadini, ma l’offerta di contenuti deve cambiare il suo modo di relazionarsi con l’utente finale”.

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