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Decreto Aiuti bis, Confprofessioni chiede parità di trattamento tra P.Iva e dipendenti

Equo Compenso Confprofessioni

Il numero 1 dell’Associazione dei professionisti ha ricordato come professionisti e autonomi siano quasi sempre esclusi da incentivi e agevolazioni del Governo  concessi ad altri soggetti economici. Per questo è necessario farli rientrare nell’ambito d’azione del Decreto Aiuti bis: le istanze di Confprofessioni

«Il rallentamento dell’economia e il vertiginoso aumento dell’inflazione richiedono risposte immediate e il presidente Draghi ha detto che metterà in campo tutte le misure necessarie per contrastare l’aumento dei prezzi energetici e dei beni di consumo e per sostenere cittadini, imprese e professionisti. Siamo sulla strada giusta». È quanto ha affermato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, al termine dell’incontro tra Governo e parti sociali sul decreto Aiuti-bis, sottolineando che «il raggiungimento degli obiettivi del PNRR e l’attuazione delle riforme ad esso collegate devono essere una priorità del Governo: decreto concorrenza, della riforma fiscale e della giustizia».

«Si apre uno spiraglio per sbloccare il fondo da 500 milioni di euro per garantire l’indennità una tantum in favore di lavoratori autonomi e professionisti, previsto dal primo decreto aiuti», ha aggiunto Stella. In realtà l’incontro tra l’esecutivo dimissionario e le parti sociali è andato meglio del previsto, dal momento che il ministro dell’Economi, Daniele Franco, sta valutando l’ipotesi di aumentare le risorse, venendo incontro alle varie richieste giunte nelle settimane passate. Tra queste, anche garantire alle Partite Iva lo stesso trattamento riservato a dipendenti e pensionati. «Non dimentichiamo che in Italia abbiamo circa 5 milioni di lavoratori autonomi, la maggioranza dei quali ha un reddito inferiore a 35 mila euro», ha sottolineato il numero 1 di Confprofessioni. Stella ha poi aggiunto che professionisti e autonomi sono quasi sistematicamente esclusi da incentivi e agevolazioni del Governo (e della Pubblica Amministrazione) concessi ad altri soggetti economici.

«Il Governo sta lavorando anche per sbloccare il meccanismo di cessione dei crediti collegati al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi», ha riferito Stella. «Una misura attesa da migliaia di imprese e professionisti che si trovano in gravissima difficoltà, e rischiano di fallire, a causa delle continue modifiche normative. I correttivi del primo decreto Aiuti non hanno risolto il problema, determinando una sorta di lockdown economico del settore edile, che ha pesanti ripercussioni anche sui liberi professionisti impegnati nelle asseverazioni di congruità tecnica ed economica e nelle cessioni dei loro crediti».

Quanto al salario minimo, secondo Stella «Deve essere attuato tramite la contrattazione collettiva. Per fronteggiare la perdita di acquisto delle famiglie occorre concentrare l’attenzione sui rinnovi contrattuali» ha detto Stella, rilanciando la proposta di detassazione degli aumenti salariali concordati dalle parti sociali.

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