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Dl liquidità, ecco cosa farà Sace-Simest

Sace

La società del gruppo Cdp, Sace-Simest, guidata da Rodolfo Errore e Pierfrancesco Latini offrirà 200 miliardi di garanzie per le imprese. Il coordinamento dell’operazione è affidato al ministero dell’Economia affiancato dal ministero per gli Affari esteri

Anche Sace-Simest viene chiamata in causa nell’emergenza coronavirus. In particolare alla società del gruppo Cassa depositi e Presiti spetterà un ruolo importante di sostegno alle imprese coinvolte nella crisi economica dovuta alla pandemia: Sace-Simest garantirà 200 miliardi di euro fino al 90%, di cui 30 miliardi destinati alle Pmi che abbiano esaurito la capacità di accesso al Fondo di garanzia di Mediocredito Centrale. È quanto stabilito dal decreto legge sulla liquidità varato ieri sera dal Consiglio dei ministri dopo giorni di trattative tra Pd e M5S proprio su Sace-Simest che rimarrà all’interno del perimetro della Cassa ma il cui potere di indirizzo passerà nelle mani di Via XX Settembre, affiancata per alcune questioni dal ministero degli Affari esteri.

 COS’È SACE-SIMEST

Sace-Simest è la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti specializzata nel sostegno alle imprese e in particolare alle pmi che puntano al mercato globale. In sostanza aiuta le aziende italiane nell’export e nell’internazionalizzazione guidandole nella scelta dei mercati e nella gestione dei rischi legati all’operatività. Nel 2012 Sace (nata a Roma nel 1977 come sezione speciale dell’Ina) e Simest (istituita nel 1990 con la legge n. 100 per promuovere l’espansione internazionale delle imprese) entrano nel gruppo Cdp e nel 2016 Simest viene conferita a Sace: insieme costituiscono il Polo per export e internazionalizzazione. Nel triennio 2016-2018 Sace ha mobilitato per le imprese italiane 72 miliardi di euro. È presente al momento in 198 Paesi e ha 25 uffici sparsi in tutto il mondo.

IL DUELLO CDP-MEF

Sul ruolo di Sace-Simest, come evidenziato da tutti i quotidiani, si è svolto un acceso confronto  — durato giorni — tra i due partiti al governo in particolare tra Roberto Gualtieri, numero uno del Mef, e Luigi Di Maio, titolare della Farnesina. Alla fine si è raggiunto un compromesso per cui Sace-Simest rimarrà all’interno del gruppo Cdp ma passerà “sotto l’indirizzo e il coordinamento” di Via XX Settembre. Inoltre, come chiedeva il Movimento, la società avrà un ruolo potenziato nell’assicurazione delle imprese all’estero con 50 miliardi di nuove garanzie. L’accordo viene evidenziato in due note, una del Tesoro e una del M5S, che hanno preceduto la ripresa del Consiglio dei ministri, nel pomeriggio.

COSA FARANNO MEF E FARNESINA

Il Mef sarà affiancato dalla Farnesina nel caso in cui le decisioni delle aziende riguardino “l’efficace attuazione delle misure di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese”, come è scritto nel decreto.

Sempre con entrambi i dicasteri la Cassa dovrà concordare l’esercizio dei diritti di voto derivanti dalla partecipazione in Sace. E ancora: Mef e Affari esteri insieme sono chiamati a copresiedere, tramite il direttore generale del Tesoro e il direttore generale competente della Farnesina, il nuovo comitato per il sostegno finanziario istituito a Via XX Settembre che dovrà deliberare — su proposta di Sace — il piano annuale di attività sule garanzie e coperture assicurative che vengono rilasciate

COME AGIRÀ IL FONDO DI GARANZIA

A via XX Settembre viene inoltre istituito un fondo con dote iniziale di 1 miliardo per il 2020 che interverrà per finanziamenti della durata di 6 anni e che non superino l’importo maggiore tra il 25% del fatturato o il doppio dei costi del personale relativi al 2019. Per quanto riguarda la garanzia coprirà il 90% del finanziamento per imprese con meno di 5mila dipendenti e fatturato fino a 15 miliardi; per esse l’iter della procedura sarà semplificato. Nel caso invece di azienda con oltre 5mila addetti e fatturato tra 1,5 e 5 miliardi verrà coperto l’80% del finanziamento che scende al 70% per imprese con oltre 5 miliardi di fatturato.

Tra i paletti per accedere al fondo di garanzia l’impossibilità di distribuire dividendi nei dodici mesi successivi all’erogazione del finanziamento e l’impegno a gestire i livelli occupazionali “attraverso accordi sindacali” e a usare le risorse erogate per attività sul territorio nazionale

CHI GUIDA SACE-SIMEST

Il timone di Sace-Simest è nelle mani del presidente, Rodolfo Errore, e dell’amministratore delegato, Pierfrancesco Latini. Entrambi sono stati nominati ai vertici della società il 2 dicembre scorso per il triennio 2019-2021 ed hanno sostituito rispettivamente Beniamino Quintieri e Alessandro Decio.

CHI È RODOLFO ERRORE

Nel corso della sua carriera il siciliano Errore ha lavorato in banche e istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, è stato e consulente di diversi studi legali (Simmos & Simmons, DLA Piper) per attività di assistenza e consulenza nel corporate finance. HA avuto esperienze professionali nei processi di privatizzazione soprattutto in riferimento ai settori liberalizzati, energia, acqua e servizi pubblici essenziali ed è stato membro del board di Sofia, Arena, Metro5, Aurelys asset management. E’ entrato in Sace nel 2017 in qualità di componente del cda e del Comitato Parti Correlate. Al momento è anche senior partner di Cartesius Advisory Network, una società di consulenza specializzata nell’attività di strategic advisory e investment banking, e senior advisor di EY, con focus nelle attività di finance in particolare per infrastrutture ed energia.

Nel 2017 gli è stato conferito il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

CHI È PIERFRANCESCO LATINI

Nato nel 1968, laureato in Economia e Commercio all’iuniversità Luiss di Roma, commercialista e revisore contabile, Latini dal 2008 al 2016 ha ricoperto il ruolo di chief risk officer di Bnl e del gruppo Bnp Paribas per l’Italia ed è stato membro del comitato di direzione di Bnl e del risk executive committee del gruppo. Da giugno 2016 a dicembre 2019 ha lavorato in Cdp come chief risk officer con responsabilità sulle aree risk management, risk operations, risk governance, compliance e anti-money laundering. Prima di entrare in Bnp è stato manager in altri gruppi bancari.

Attualmente è anche membro del board di Saipem, del Comitato Investitori dell’Italian Recovery Fund, di Airfirm e del Technical Expet Group on Sustainable Fnance sulla Finanza Sostenibile per la Commissione europea.

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