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Ecco perché l’Italia è al centro dei piani di Philip Morris (per un futuro senza fumo)

PHILIP MORRIS

A Bologna il primo stabilimento al mondo per la produzione di tabacchi da inalazione senza combustione. Il polo produttivo emiliano di Philip Morris in cui lavorano oltre 1700 persone è frutto di un investimento di oltre 1 miliardo di euro

“L’Italia è sempre più centrale nella visione di Philip Morris International grazie anche a una filiera integrata che parte dalla coltivazione del tabacco, si sviluppa attraverso l’eccellenza industriale italiana e arriva ai servizi digitali più innovativi per il consumatore, dando lavoro a 38 mila persone e collaborando con 7500 aziende”. Lo ha dichiarato Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia annunciando il lancio in Italia di IQOS ILUMA che, a detta della società, “cambia le regole del mondo IQOS, il dispositivo destinato agli adulti che altrimenti continuerebbero a fumare”.  Il nuovo dispositivo è il primo a introdurre la tecnologia a induzione per il riscaldamento del tabacco dall’interno, senza la presenza della lamina. Rispetto alle versioni precedenti, ciò significa nessun residuo di tabacco nel prodotto, meno odore, e nessuna necessità di pulirlo.

LA CENTRALITA’ DEL “GENIO ITALIANO”

“Operiamo – ha spiegato il numero 1 di Philip Morris Italia – in un settore in continua evoluzione, nel quale il genio del saper fare italiano è fondamentale. IQOS ILUMA ne rappresenta un’ulteriore dimostrazione: la produzione su larga scala dei nuovi stick di tabacco TEREATM ha richiesto un lavoro congiunto con i nostri partner e investimenti per centinaia di milioni di euro nelle linee produttive del nostro stabilimento di Crespellano, il primo al mondo per la produzione di tabacchi da inalazione senza combustione”. La nuova tecnologia di riscaldamento è stata progettata e realizzata in Italia, nello stabilimento di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna. Si tratta del principale centro a livello globale per la manifattura di prodotti innovativi senza combustione, che dall’Italia vengono esportati in tutto il mondo per un valore che nel 2020 è stato superiore a 1,5 miliardi di euro.

LA FILIERA ITALIANA IN NUMERI

La presenza dello stabilimento dei prodotti innovativi senza combustione ha ulteriormente rafforzato la filiera integrata di PMI in Italia, già protagonista dai primi anni 2000 della stipula di accordi di filiera con il MIPAAF e Coldiretti per l’acquisto di tabacco italiano: Philip Morris ha investito circa 2 miliardi di euro ed è il primo acquirente della produzione tabacchicola italiana, la più importante d’Europa.

Il MIPAAF e Philip Morris Italia hanno rinnovato il 14 aprile 2022 il reciproco impegno per la promozione e sostenibilità della filiera tabacchicola italiana: un investimento fino a 100 milioni di euro per l’anno 2022 nel tabacco italiano, che avrà un impatto occupazionale stimato diretto, indiretto e indotto fino a 28.700 persone e un impatto economico stimato diretto, indiretto e indotto fino a 75 milioni di euro in Veneto, 77 milioni in Umbria e 82 milioni in Campania. La filiera produttiva coinvolge oltre 7500 aziende italiane e genera circa 460 milioni di euro per forniture di beni e servizi in Italia.

L’INAUGURAZIONE DEL CENTRO PER L’ALTA FORMAZIONE

Nel mese di giugno di quest’anno è stato inaugurato il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (IMC), il nuovo centro per l’alta formazione delle competenze legate a Industria 4.0, dedicato allo sviluppo delle competenze industriali del futuro, con particolare focus su formazione e professionalizzazione, trasferimento tecnologico e open innovation, ricerca applicata e rapporto università-impresa.

Il Centro nasce come sistema aperto, le cui attività saranno rivolte alle persone di Philip Morris e della sua filiera, così come a tutto il mondo economico, imprenditoriale, dell’istruzione e della formazione, a livello regionale e nazionale. La realizzazione del Philip Morris IMC vede il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e di importanti realtà del mondo accademico e della formazione, tra cui l’Università di Bologna, il Politecnico di Bari e ITS Maker, e dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo delle competenze, tra cui il consorzio BI-Rex e ART-ER.

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