Italia

Editoria, Askanews licenzia 23 giornalisti

Askanews

Askanews conta di risparmiare 2,6 milioni l’anno sul costo del personale. In estate hanno chiuso prima OmniRoma e poi Il Velino. L’articolo di Gianluca Vacchio per loSpecialista.tv

Se i piani editoriali diventano merce rara e in redazione si assegnano i compiti in base al numero dei lanci promessi per contratto al governo; e se i politici (al Dipartimento per l’Editoria) si dilettano in fantasiose direttive e in geniali gare europee, alla fine nel campo delle agenzie di stampa (ricordiamolo, fonte primaria dell’informazione italiana) si raccolgono inevitabilmente frutti avvelenati: contratti di solidarietà, cigs, disoccupazione, esuberi, prepensionamenti e mancati pagamenti degli stipendi; fino ad arrivare, ed è stretta attualità, alla nascita di scatole societarie di ogni sorta, alle chiusure e ai licenziamenti.

IL VELINO E OMNIROMA

L’agenzia di stampa Il Velino – dove è appena cominciata la procedura per il licenziamento degli ultimi 15 giornalisti – non trasmette più da agosto scorso. Ha chiuso, insomma, dopo vent’anni… Stessa sorte per la società editrice Ediroma che dopo 15 anni di attività ha chiuso le testate OmniRoma, OmniMilano e OmniNapoli prima dell’estate con la messa in liquidazione volontaria. Ora è tempo di licenziamenti ad Askanews.

IL CASO ASKANEWS

L’editore Luigi Abete ha deciso di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 23 giornalisti (21 a Roma e due a Milano). Ventitré su una pianta organica di un’ottantina di art.1 che fino a febbraio 2020 saranno in cassa integrazione con una percentuale variabile tra il 30 e il 45%. Chi sono i “fortunati”? Sette capiredattori, dieci capiservizio e sei redattori ordinari. Il tutto per un risparmio annuo – a quanto apprende Lo Specialista – di 2,6 milioni di euro. In fondo a che servono i graduati… Ora vanno di moda le newsroom uniche e i desk tematici sono diventati un lusso. Un annuncio a sorpresa, arrivato durante una procedura concorsuale (rimasta avvolta dal mistero) e condito dallo spostamento della redazione – raccontano i boatos – da Largo Chigi (al centro di Roma) alla periferia della Capitale in zona Prenestina. A due passi dal Palazzo, insomma… D’altronde i soldi ad Askanews (i cui proventi arrivano per il 50% dal pubblico) non bastano, nonostante l’agenzia si sia aggiudicata il lotto numero 4 dell’ultima gara per circa 4 milioni l’anno. In particolare mancano all’appello – e la questione è oggetto di due diversi ricorsi al Tar nei confronti del Dipartimento per l’Editoria – 6,3 milioni. Soldi che presto qualcuno chiederà, con i cartelli in mano, al sottosegretario per l’Editoria Andrea Martella per conto di Abete. Giornalisti scudi umani, insomma.

LA MINI-PROROGA DEL BANDO

Si continua a giocare sulla pelle di un comparto, quello delle agenzie di stampa, che stima circa 800 giornalisti art.1, un centinaio di art.2 e circa 600 amministrativi. Il tutto senza contare l’indotto. E del comparto – oltre che dei soldi di Askanews – dovrà necessariamente occuparsi al più presto il sottosegretario Martella che rispetto al suo predecessore Vito Crimi appare un attimino più sensibile alla tematica. Sul piatto – a quanto apprende Lo Specialista – c’è una mini-proroga fino a settembre 2020 della gara attuale che scade ad aprile prossimo. Nel frattempo si lavorerà a una nuova legge di sistema. Sì, perché se una dozzina di agenzie di stampa sono un unicum nel panorama internazionale, lo è anche la gara europea che considera le notizie come la carta igienica. Una legge di sistema – sul piatto ce n’è una elaborata da Stampa Romana, con il fattivo contributo dei Cdr – che individui le agenzia d’informazione giornalistica di utilità pubblica. Il tutto dopo un’attenta analisi sul rispetto da parte delle aziende di parametri precisi: occupazione stabile e a norma, assetti proprietari trasparenti e qualità del prodotto.

L’ESITO DELL’ULTIMA GARA

Lotto 1: base d’asta 26.400.000 di euro in 36 mesi, aggiudicato all’AdnKronos per 22.968.018;
Lotto 2: base d’asta 28.128.000 di euro in 36 mesi, aggiudicato all’Ansa per 26.400.000;
Lotto 3: base d’asta 18.816.000 euro in 36 mesi. Aggiudicato all’Agi in Ati con Italpress e in avvalimento con Public Policy per 13.245.120;
Lotto 4: base d’asta 18.144.000 di euro in 36 mesi. Aggiudicato ad Askanews per circa 12.000.000;
Lotto 5: base d’asta 7.872.000 euro in 36 mesi, aggiudicato alla Dire per 6.300.000;
Lotto 6: base d’asta 7.104.000 in 36 mesi, aggiudicato a LaPresse per 7.242.228;
Lotto 7: base d’asta 4.410.000 in 36 mesi, aggiudicato a Radiocor per 3.879.000;
Lotto 8: base d’asta 990.000 in 36 mesi, aggiudicato a 9Colonne per 878.130;
Lotto 9: base d’asta 720.000 in 36 mesi, aggiudicato a Nova per 583.200;
Lotto 10: base d’asta 666.000 in 36 mesi, aggiudicato a Vista per 504.000.

Totale stanziato dal governo: 115 milioni in tre anni. Totale speso 94.000 milioni.

 

Articolo pubblicato su loSpecialista.tv

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Policy Maker

Errore

Articoli correlati

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Policy Maker

Errore