Italia

Fisco, Misiani: no a rinvio scadenze, sì a controlli UE e Recovery Plan italiano

misiani

“Rinvio a settembre avrebbe aggravato la situazione. Proposta Ruffini interessante, da approfondire. Recovery Plan italiano a settembre”. Cosa ha detto il viceministro dell’economia Misiani

“Ci sono molte scadenze, dobbiamo rimettere ordine e lo faremo con una riforma organica del fisco, il ministero dell’Economia sta approfondendo e speriamo con la Legge di bilancio di dare un cambio”. Lo ha detto oggi il viceministro dell’economia Antonio Misiani ai microfoni di Radio 24. Da qualche giorno il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) aveva fatto pressioni per rinviare le scadenze fiscali di luglio, altrimenti “le azioni di protesta sarebbero state inevitabili”.

IL BOTTA E RISPOSTA

Il CNDCEC, insieme alle sigle sindacali della categoria, avevano ammonito: “Situazione economica drammatica, il governo non ascolta professionisti e contribuenti, non escludiamo lo sciopero”. Misiani aveva già risposto in merito, come riportato da Ansa, spiegando che “se si fosse rinviata la scadenza del 20 luglio sarebbe stato a rischio il Def“. Misiani si era sfogato dicendo che si trattava di una strumentalizzazione assurda, capace di causare un ingorgo fiscale. “Strumentalizzare politicamente la questione dei versamenti dovuti il 20 luglio e far passare il governo come nemico dei contribuenti è assurdo, se pensiamo a quanto è stato deciso in questi mesi”, aveva aggiunto il viceministro.

LA PROPOSTA DI RUFFINI

Oggi Misiani ha parlato della proposta del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini: “È interessante, perché servirebbe a sdrammatizzare il meccanismo del saldo-acconto, anche se c’è la necessita di approfondirla”. Ruffini ha proposto infatti un nuovo sistema fiscale, basato su prelievi mensili, che il contribuente deve solo autorizzare, in modo da ridurre gli adempimenti fiscali di ogni azienda e partita Iva. Misiani ha poi aggiunto: “Il Governo ha fatto parecchi interventi a favore delle piccole e medie imprese e con lo scostamento di bilancio chiederemo nei prossimi giorni di allungare le scadenze di settembre”.

CONTROLLO SUI PROGRAMMI DI SPESA

“Non è drammatico che ci sia un controllo sui programmi di spesa, non è drammatico purché non diventi un diritto di veto, bisogna rispettare le prerogative della Commissione europea e del Parlamento secondo i trattati. Noi siamo d’accordo sulla coerenza dei programmi di spesa con gli obiettivi definiti dall’UE, siamo d’accordo sui meccanismi di trasparenza e di verifica. Abbiamo il dovere di spendere nel migliore dei modi possibili le risorse europee e di non sprecarle come invece è stato fatto in passato. Sono risorse che servono per investimenti e progetti di sviluppo, non per spese correnti né per nazionalizzazioni”.

IL RECOVERY PLAN ITALIANO

Misiani, in merito ai difficili negoziati in corso al Consiglio europeo sul Recovery Fund, ha poi aggiunto: “Non mancano idee e proposte su cui costruire il Recovery Plan italiano, obiettivo è presentarlo a settembre, in anticipo rispetto alle tempistiche proposte dalla Commissione Europea che arrivano fino alla prossima primavera. La volontà del governo italiano di lavorare in anticipo sul Recovery Plan è la dimostrazione di come lavoriamo sul serio sugli impegni che servono, non per finanziare interventi a pioggia, ma programmi precisi di rilancio e di sviluppo”.

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