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Forum Terzo Settore: “Completare riforma. Senza una norma fiscale giusta scompariremo”

Forum Terzo Settore

Il Forum Terzo Settore lamenta di essere stato abbandonato nell’incertezza: “Si chiede agli enti di trasmigrare nel registro unico del Terzo settore senza che conoscano il loro destino fiscale”

C’è davvero tutto il mondo dell’associazionismo, da ACLI ad ActionAid International Italia Onlus passando per CITTADINANZATTIVA Onlus, Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, FIDAS, LEGACOOPSOCIALI, LEGAMBIENTE, Movimento Consumatori, Salesiani per il sociale APS, U.S.ACLI e UNPLI, giusto per citarne alcune, in rigoroso ordine alfabetico. Il Forum Terzo Settore lamenta il mancato completamento della riforma del comparto, atteso ormai da cinque anni, in quanto sta portando conseguenze gravissime per tutto il non profit italiano, in particolare per l’associazionismo di promozione sociale e per il volontariato. Per questo il Forum del Terzo Settore questa mattina, dalla Sala Capranichetta in piazza Montecitorio, ha rilanciato l’allarme: “Senza un rapido e risolutivo intervento rischiamo di scomparire”.

COSA CHIEDE IL FORUM TERZO SETTORE

“Non potremo più essere presenti nelle emergenze come abbiamo fatto finora – dichiara la Portavoce del Forum Vanessa Pallucchi – se le nostre organizzazioni non saranno messe nelle condizioni di operare al meglio e con le tutele necessarie. Abbiamo sempre risposto con tempestività, e non senza fatica, ai momenti più critici di questi ultimi anni. Le nostre organizzazioni si sono a volte anche reinventate pur di non lasciare sole le persone durante la pandemia, lo hanno fatto con lo spirito di solidarietà che da sempre le caratterizza, a volte rimettendoci, e lo stanno facendo anche adesso, con l’emergenza umanitaria della guerra in Ucraina. Nonostante le incertezze sul proprio futuro sono sempre in prima linea, sempre a dare fiducia e a tenere salda la coesione sociale. Riceviamo per questo riconoscimenti e apprezzamenti da più parti, ma le parole non ci bastano più. Abbiamo bisogno di fatti concreti; abbiamo bisogno che vengano approvate le nuove norme fiscali”.

“Il paradosso è che si chiede agli enti di trasmigrare nel registro unico del Terzo settore senza che conoscano il loro destino fiscale. E alla luce di questa incertezza normativa sono ampi i settori dell’associazionismo e del volontariato che potrebbero non diventare enti di Terzo settore. Comprensibilmente in molti stanno crescendo sentimenti di irritazione e di sfiducia – prosegue Pallucchi –. La scomparsa di molte esperienze di impegno civico, a cominciare dalle più piccole, e da quelle che operano nei territori più complessi, sarebbe drammatica”.

“Non stiamo chiedendo privilegi né trattamenti di favore – conclude la portavoce Pallucchi – ma regole stabili, non vessatorie, non peggiorative della situazione attuale. Al contrario, quello che sta accadendo è che, da un lato, si chiede al Terzo settore di consolidare e migliorare il proprio impegno – senza peraltro che a ciò corrisponda qualche nuovo sostegno o incentivo -, e dall’altro lo si vuole colpire come fosse un pericoloso evasore fiscale”.

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