Dopo quattro anni di convivenza forzata tra “paracaduti” veneti e malumori del territorio, la ministra Casellati lascia il coordinamento lucano di Forza Italia. Dietro i sorrisi di rito, la resa dei conti sui collegi blindati per le prossime politiche
L’addio ufficiale ha il sapore dei saluti istituzionali con il sorriso di ordinanza, ma dietro i comunicati zuccherosi si nasconde una vera e propria resa dei conti politica: il ministro per le Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati ha lasciato la guida di Forza Italia in Basilicata, cedendo lo scettro di segretario regionale al governatore ed ex generale della Guardia di Finanza Vito Bardi. Una staffetta apparentemente pacifica che mette fine a mesi di guerriglia a bassa intensità all’interno del feudo azzurro del Sud.
IL PARACADUTE DEL 2022 E IL MALUMORE DEI MILITANTI
Per capire la fine della storia, bisogna riavvolgere il nastro all’estate del 2022. Quando l’avvocata padovana da sempre vicina all’area berlusconiana fu paracadutata nel blindatissimo collegio uninominale al Senato di Potenza, lo scontento tra le truppe locali di Forza Italia fu immediato e rumoroso, come raccontato all’epoca da Domani.
I dirigenti lucani, che sognavano di piazzare un nome del posto a Roma, digerirono a fatica la decisione dei vertici nazionali. Negli anni successivi, all’accusa originaria di essere una “forestiera” si è aggiunta la protesta per una presenza sul territorio giudicata dai detrattori a dir poco saltuaria, concentrata quasi esclusivamente sulle scadenze elettorali o sulle passerelle d’ordinanza.
IL NODO DEI COLLEGI E LA GUERRA SUI SEGGI FUTURI
A far precipitare la situazione e a rendere insostenibile la permanenza di Maria Elisabetta Alberti Casellati al vertice è stata la prospettiva della ridistribuzione delle candidature per le prossime elezioni politiche. Con i collegi blindati del Sud che fanno gola a tutti e il taglio dei parlamentari che rischia di stritolare le ambizioni locali, il gruppo dirigente lucano e i colonnelli legati a Vito Bardi hanno preteso garanzie: mai più liste decise dall’alto a scapito dei quadri del territorio. Tenere congelato il congresso non era più possibile, e la richiesta di restitutio ad integrum da parte delle sezioni provinciali si è trasformata in un ultimatum diplomatico ma inesorabile.
LARGO AL GENERALE E IL RITORNO A NORD
Con l’elezione di Vito Bardi, festeggiata dai dirigenti locali e rimarcata dalle note di Policoro TV, il partito torna ufficialmente nelle mani della classe dirigente locale, sfilando a Maria Elisabetta Alberti Casellati l’arma con cui avrebbe potuto ipotecare la propria ricandidatura in Basilicata. Per la ministra si apre ora l’incognita del rientro politico verso il Nord, magari nella natia area veneta dove la partita delle liste si preannuncia altrettanto spietata. I ringraziamenti social ai lucani per il “legame speciale” rimangono agli atti, ma a Potenza molti azzurri tirano un sospiro di sollievo: la colonizzazione veneta è ufficialmente finita.

