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Giusi Bartolozzi

Giusi Bartolozzi al rientro con Foti: ecco la poltrona pronta per l’ex zarina

Il nuovo approdo dell’ex “zarina” della Giustizia Giusi Bartolozzi, questa volta nello staff del ministro Foti

Dopo mesi di polemiche e l’uscita di scena postreferendaria, l’ex collaboratrice del ministro Nordio Giusi Bartolozzi è pronta a rientrare nei ranghi governativi evitando il ritorno in toga. Ecco quale incarico la aspetta

IL RIENTRO NEL GOVERNO NELLO STAFF DEL MINISTRO FOTI, TUTTI I RETROSCENA

Uscita dalla porta (“accompagnata” meno di tre mesi fa dalla stessa Giorgia Meloni), rientra dalla finestra. Bartolozzi si avvicina, infatti, a un nuovo incarico nello staff del ministro Foti, segnando un ritorno rapidissimo nella macchina governativa. Come riportato in anteprima dal quotidiano Il Dubbio, la richiesta del ministro Foti è stata trasmessa direttamente al Consiglio superiore della magistratura, chiamato ora a esprimersi sulla conferma del collocamento fuori ruolo.

Bartolozzi, magistrata in distacco dalla toga dal 2018 – prima eletta deputata con Forza Italia, poi divenuta figura di fiducia del Guardasigilli Carlo Nordio – potrebbe continuare a collaborare a tempo pieno e a titolo gratuito (con stipendio da magistrato), con particolare riguardo alla gestione della fase ascendente dei principali dossier all’esame delle istituzioni europee.

Secondo quanto ricostruito dal Fatto Quotidiano, “l’incarico serve soprattutto a blindare il suo futuro. L’ex “zarina”, sostenuta da Nordio, puntava infatti a trasferirsi a Londra come magistrato di collegamento, ma la nomina è di competenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che per ora si è opposto”. Nel frattempo, riferisce sempre il Fatto, “il 22 aprile il Csm ha deliberato il suo rientro in magistratura nelle ultime funzioni svolte, quelle di giudice distrettuale della Corte d’Appello di Roma, ma tornare a indossare la toga le impedirebbe di ottenere nuovi incarichi fuori ruolo per un periodo di due anni”.

Per questo il ministero ha bloccato il rientro in servizio di Bartolozzi, ritardando la pubblicazione del decreto fino all’arrivo della soluzione proposta da Foti. Formalmente, quindi, l’ex fiduciaria di Nordio resta ancora distaccata in via Arenula, dove continua a recarsi quotidianamente, mentre si attende il via libera (ritenuto scontato) del Csm nelle prossime settimane.

LE INDAGINI, IL CASO ALMASRI, IL “PLOTONE DI ESECUZIONE”

Non è passato molto tempo da quando Bartolozzi era al centro delle cronache sia per le indagini a suo carico, sia per le dichiarazioni scivolose rese in piena campagna referendaria, quando arrivò a definire una parte della magistratura un vero e proprio “plotone di esecuzione”. Un’espressione infelice, tanto più perché a pronunciarla era funzionaria del Ministero della Giustizia e anche magistrata, seppur fuori ruolo, che aveva reso inevitabile la sua uscita dallo staff del ministro della Giustizia Carlo Nordio all’indomani del voto.  E nel frattempo c’è ancora sul tavolo il caso Almasri, in cui Bartolozzi è indicata come uno degli snodi critici.

CHI È GIUSI BARTOLOZZI

56 anni, siciliana di Gela. Laureata in giurisprudenza alla Luiss, diventa avvocato nel 1996. Entra nel 1999 in magistratura e dal 2002 è prima giudice al Tribunale di Gela e dal 2009 al Tribunale di Palermo. Dal 2013 è alla Corte d’appello di Roma.

È stata deputata alla Camera dal 2018 al 2022 con Forza Italia, l’ex Premier Berlusconi la candida capolista alla Camera nel collegio di Agrigento. Ha partecipato attivamente alla vita della Camera dei deputati con l’82,16% delle presenze, è stata prima firmataria di 19 disegni di legge, cofirmataria di 49 e relatrice di altri 10.

Animo liberale, insieme a Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo, Elio vito e Matteo Perego vota a favore della legge Zan e sostiene la separazione delle carriere. Passa al gruppo misto e con Draghi al governo fa opposizione.

Il ministro Carlo Nordio la sceglie come vice-capo di gabinetto al Ministero di Giustizia e il 19 marzo 2024 la promuove a capo di gabinetto. Al centro di diverse polemiche – ultima quella sul referendum sulla Giustizia – lascia via Arenula a marzo 2026.

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