Italia

Governo: il calendario parlamentare della crisi

Matteo Salvini

Tutte le date da segnare sul calendario per la crisi di Governo (ed il taglio dei parlamentari)

Dimenticate le spiagge, il Papetee e tutto quello che agosto potrebbe ricordare. In Italia la situazione si fa seria, seppur meno urgente di quanto le parole di Matteo Salvini avevano fatto pensare nei gironi scorsi. E’ crisi di Governo, si sa, ma prima della sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte potrebbe essere votato il taglio dei Parlamentari. Quali le date da segnare sul calendario?

LA VOLONTA’ DI SALVINI

Accelerare i tempi è la priorità di Matteo Salvini, che ieri, al Sento avrebbe chiesto di votare la sfiducia già oggi, 14 agosto (giorno in cui ricorre l’anniversario del crollo del Ponte Morandi), ed il voto della riforma costituzionale la settimana pross.

PD E M5STELLE DETTANO I TEMPI DELLA SFIDUCIA

A dettare però i tempi e a fissare le date del calendario sono Pd e 5Stelle. Tutti i movimenti di sinistra prendono tempo e rimandano il voto di sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte  a dopo il Ferragosto: il Senato ha messo in calendario il voto per il 20 agosto.

IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

In tutto questo, resta in bilico la riforma costituzionale dei 5 stelle che taglia il numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 600 totali (200 senatori e 400 deputati).
Fino ad oggi , la norma che taglierebbe il numero dei parlamentari ha superato le due letture conformi di Camera e Senato. Ha superato anche la terza e penultima lettura da parte di palazzo Madama con il favore dei 5 Stelle, della Lega e di Fratelli di Italia (tutti gli altri, da Pd a Leu, hanno votato contro, mentre Forza Italia si è astenuta nella terza votazione).
Il quarto ed ultimo passaggio era stato fissato per il 9 settembre, ma la crisi di Governo ha accelerato tutto e si dovrebbe votare il 22 agosto.

LA QUESTIONI COSTITUZIONALI: ELEZIONI DA RIMANDARE?

Ma ecco che, nel gioco di calendario tra Lega, M5S e Pd fanno capolino le questioni costituzionali, non certo da sottovalutare.
Se il Governo, infatti, votasse a favore del taglio dei parlamentari, sarebbe impossibile sciogliere le Camere prima di sei, sette mesi, come aveva già avvisato il Quirinale. L’idea di Matteo Salvini di far completare l’iter legislativo della legge sul taglio dei parlamentari al nuovo Governo non regge.

otando quella riforma non si può andare subito alle urne, dal momento che necessariamente dovranno passare tre mesi prima della richiesta del referendum confermativo, che richiederebbe nuovi e diversi mesi per tutti gli adempimenti tenici e normativi. Questo significherà arrivare a Maggio-giugno 2020 con l’attuale legislatura.

 

 

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