Italia

Il numero uno di Roma Servizi per la Mobilità si alza da solo lo stipendio

Roma Servizi Mobilità

Stefano Brinchi, manager di Roma Servizi per la Mobilità, si promuove da solo. Ecco i dettagli

Stefano Brinchi amministratore delegato della società Roma Servizi per la Mobilità si è aumentato lo stipendio con una delibera ad hoc ed un incarico ad interim passando da 69 a 96mila euro l’anno. Sarebbe allora curioso sapere cosa ne pensano i cittadini romani stremati dall’inefficienza della mobilità.

Ma esaminiamo la vicenda punto per punto:

LA SOCIETÀ

Innanzitutto Roma Servizi per la Mobilità è una società pubblica di proprietà del Comune per conto del quale svolge “attività strategiche di pianificazione, supervisione, coordinamento e controllo della mobilità pubblica e privata attraverso progettazione, sviluppo, realizzazione e gestione dei servizi di mobilità e di supporto alla comunicazione”.

CHI È STEFANO BRINCHI

Stefano Brinchi è ingegnere e ad di Roma Servizi per la Mobilità. Viene assunto come quadro nel 2010 anno in cui la società viene fondata e nel 2018 fa il grande salto diventando presidente e amministratore delegato.

LA VICENDA

A dicembre del 2018 Brinchi presenta al Consiglio di Amministrazione da lui presieduto una delibera (la n. 33 del 21 dicembre 2018) in cui si assegna un ruolo da dirigente con il conseguente aumento di stipendio, il tutto senza selezione o ricerca del personale.

IL NUOVO INCARICO

Secondo quanto riporta il Tempo, nel testo della delibera, impossibile da trovare nella sezione trasparenza del sito aziendale, si legge che le nuove Direzioni saranno 7 e “ricoperte da personale in possesso della qualifica di dirigente” ma che essendo presenti solo 5 dirigenti “necessariamente verranno assegnati incarichi ad interim”.

Tra questi la Direzione Trasporto pubblico, per cui non è prevista alcuna indennità, che viene attribuita all’ad Brinchi in ragione “dell’esperienza e competenza acquisita negli anni pur non possedendo la qualifica di dirigente”. Esperienza che secondo il CdA è “ragionevole e fondato presupposto per derogare a quanto previsto”.

L’AUMENTO DI STIPENDIO

Il nuovo ruolo, pur non prevedendo alcuna indennità, consente a Brinchi di passare da Quadro di fascia IV a Quadro di fascia V, il massimo che un quadro possa raggiungere.

L’ANAC SCRIVE AL CAMPIDOGLIO

Anac, informata della vicenda, ha scritto per chiarimenti al Campidoglio. Quest’ultimo a sua volta ha chiesto informazioni a Roma Servizi. In risposta a fine luglio la società ha precisato che — con la delibera 33 — l’ad Brinchi passa dal 1 gennaio 2019 a 96mila lordi e 12.300 euro di premi obiettivi rispetto al lordo di 69mila euro annui più 9mila euro di premi produzione. Cifre vecchie e nuove, che includono anche i 20mila euro di indennità come responsabile di staff delle strategie dell’Agenzia.

LA REPLICA DI BRINCHI

Brinchi ha spiegato che “Il CdA ha deliberato un’indennità di funzione di 20mila euro annui lordi connessa alle responsabilità ed alle attività svolte quale responsabile dell’Ufficio e che quindi verrà automaticamente meno se e quando cesserà tale ruolo. L’interim alla Direzione Trasporto Pubblico non prevede compenso e l’adeguamento dello stipendio è coerente con il ruolo e senza alcuna procedura selettiva in quanto già Quadro”.

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