Italia

Impronte digitali e controllo dell’iride: la lotta all’assenteismo nella PA

Pa

Il ddl di Giulia Bongiorno, ministro per la Pa, è ora al vaglio di Montecitorio. Ecco le novità in arrivo nella lotta all’assenteismo nella PA

Novità in arrivo nella lotta all’assenteismo. Le commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro della Camera hanno approvato un emendamento al ddl Bongiorno che prevede l’uso di misure biometriche – impronte digitali e controllo dell’iride – per l’accesso dei dipendenti nelle pubbliche amministrazioni. Già passato in prima lettura al Senato con 138 sì e 94 no, il disegno di legge del ministro per la Pa è ora al vaglio di Montecitorio. La modifica inserita nell’articolo 2 del provvedimento non esclude però anche l’utilizzo contestuale, e non alternativo, di strumenti di video-sorveglianza per vigilare sugli accessi.
Resta accantonato, invece, un altro emendamento destinato a far discutere ovvero il divieto di uso dei social network durante l’orario di lavoro. Oltre alle norme per la lotta all’assenteismo, il ddl Bongiorno prevede alcuni interventi per “la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni”. Vediamo quali sono.

NUCLEO DELLA CONCRETEZZA

L’articolo 1 è dedicato all’istituzione presso il dipartimento della Funzione pubblica di Palazzo Chigi di un Nucleo della Concretezza – composto da una squadra di 106 dipendenti – che ha il compito di assicurare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni e la realizzazione delle misure previste dal “Piano triennale delle azioni concrete” anche attraverso sopralluoghi e visite. Nel Piano sono previste “azioni dirette a garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento delle pubbliche amministrazioni e la conformità dell’attività amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento; le azioni dirette a implementare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, con l’indicazione dei tempi per la realizzazione delle azioni collettive; l’indicazione delle modalità di svolgimento delle attività del Nucleo della Concretezza nei confronti delle regioni, degli enti strumentali regionali, degli enti del servizio sanitario regionale e degli enti locali”.

Se una Pa sarà inadempiente nell’attuare il Piano, verrà iscritta in un elenco pubblicato sul sito del dipartimento della Funzione pubblica. Il ministro Bongiorno parlando in Senato nei mesi scorsi ha specificato che il Nucleo “interverrà dove c’è incapacità organizzativa che l’ispettorato non può colmare con i propri interventi”.

SISTEMI DI VERIFICA BIOMETRICA E DI VIDEOSORVEGLIANZA

Come si diceva, nell’articolo 2 sono previsti i sistemi di verifica biometrica dell’identità “nel rispetto dei principi di proporzionalità, non eccedenza e gradualità“. I dirigenti sono chiamati ad adeguare “la propria prestazione lavorativa nella sede di lavoro alle esigenze dell’organizzazione e dell’incarico dirigenziale svolto, nonché a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane” ma i sistemi si applicano pure per loro. Per quanto riguarda il personale della scuola, invece, le disposizioni sono rinviate in un decreto successivo.

ASSUNZIONI

Nell’articolo 4 del provvedimento sono previste misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella Pa. Il tutto viene assicurato tramite modifiche e integrazioni alle norme sulle procedure per le assunzioni e la predisposizione di piani triennali dei fabbisogni di personale. Viene autorizzato l’avvio delle procedure concorsuali e le relative assunzioni nel triennio 2019-2021 per una “spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente”.

I profili che avranno priorità sono quelli che operano in materia di digitalizzazione, razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, qualità dei servizi pubblici, gestione dei fondi strutturali e della capacità di investimento, contrattualistica pubblica, controllo di gestione e attività ispettiva.

BUONI PASTO

Con l’articolo 5 viene introdotta una specifica disciplina per superare i problemi sorti dopo la chiusura di alcune convenzioni da parte di Consip, come quella relativa ai buoni pasto. In pratica, le Pa richiedono ai propri dipendenti la restituzione dei buoni pasto, maturati e non spesi, e li sostituiscono con altri di valore nominale corrispondente, acquistati con le modalità previste dalla normativa vigente. Consip gestisce centralmente il recupero dei crediti vantati dalle Pa nei confronti della società aggiudicataria e li versa al bilancio dello Stato in modo che possano essere riassegnati alle pubbliche amministrazioni interessate.

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