Italia

Ecco come sarà l’Inps di Pasquale Tridico

previdenza

Disco verde di Palazzo Madama alla nomina di Tridico alla presidenza dell’Inps. L’ex consigliere di Di Maio: l’istituto sia più vicino alle persone, ragionevole separare previdenza e assistenza. Mantenere vigilanza ispettiva

Via libera della commissione Lavoro del Senato alla nomina di Pasquale Tridico all’Inps con 13 voti a favore (Lega, Leu e M5S), 1 contrario e 1 astenuto. Il 43enne professore calabrese, già consigliere economico del vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nello stesso giorno ha tracciato le linee guida della sua presidenza all’istituto di previdenza nella commissione Lavoro della Camera chiamata anch’essa a formulare un parere sulla sua nomina.

INPS SIA PIÙ VICINA ALLE PERSONE, SERVE UNA DIREZIONE POVERTÀ

Tridico ha detto di volere un Inps “più vicino alle persone attraverso un’operazione che possa puntare sulla formazione continua”. Oggi, ha proseguito, “è un istituto che candido a polo strategico nazionale perché garantisce la protezione e la gestione dei dati in modo imparziale e indipendente come nessun altro. Spero che il Parlamento, al momento in cui questo si deciderà, voglia esprimersi positivamente”. Sempre in quest’ottica il neopresidente ravvisa l’esigenza di creare una “direzione povertà”. “Oggi c’è il reddito di cittadinanza – ha spiegato – una misura importante di contrasto alla povertà. Nella precedente legislatura era stato introdotto un importante strumento, il Reddito di inclusione, primo tentativo di dare un reddito minimo” ma il reddito di cittadinanza – di cui Tridico è in sostanza il padre – “è più importante e raggiunge molte più persone, alla luce di questo e altri strumenti che esistono è necessario che l’istituto si doti di una direzione povertà con una missione precisa: la lotta alla povertà”.

RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA

Nell’ottica di spiegare la sua visione economica Tridico ha ricordato che l’obiettivo dello Stato sociale è ridistribuire la ricchezza e ridurre le disuguaglianza come indicato anche dall’articolo 3 della Costituzione “Il capitalismo – ha affermato – crea vinti e vincitori. Di coloro che soccombono lo Stato si deve occupare” rilanciando “la solidarietà verso i poveri che non vengono raggiunti per le barriere architettoniche burocratiche”.

LA SEPARAZIONE TRA PREVIDENZA E ASSISTENZA

Sul fronte della gestione dell’istituto, il presidente – rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine dell’audizione – ha chiarito che la separazione tra previdenza e assistenza è “ragionevole” aggiungendo però che si tratta di una “decisione importante” che va “condivisa”.

IL PROBLEMA DEGLI ISPETTORI

Tridico è poi intervenuto sul problema degli ispettori di vigilanza dell’Inps di cui ha chiesto al Parlamento “di valutare la possibilità di abrogare” le norme che porteranno “all’esaurimento del ruolo oggi previsto: gli ispettori di vigilanza Inps sono persone che hanno accesso a una mole enorme di dati Inps”. Quella della vigilanza ispettiva, ha detto ancora, è “una questione che mi sta a cuore e penso che debba essere rivista” perché “l’istituto oggi non ha vigilanza” senza dimenticare che l’Inps “ha una competenza specifica che garantisce ogni anno allo stato 2 miliardi di euro per il recupero dei contributi evasi: questa competenza voi come legislatori dovreste mantenerla. Vi è il rischio – ha aggiunto – che con la governance degli ultimi anni le competenze degli ispettori Inps sulla vigilanza contributiva possano essere perse perché è previsto un esaurimento del ruolo”. “Non contestiamo il coordinamento con l’Ispettorato del Lavoro e la legge che lo istituisce – ha specificato Tridico -. Rivendichiamo soltanto la possibilità per l’Inps di assumere i propri ispettori abolendo l’esaurimento a ruolo. I nostri ispettori tra 10 anni non ci saranno più. Non reputiamo giusto che gli ispettori all’Inps non possano essere assunti”.

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