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Francesco Maria Chelli presidente Istat

Istat, ecco quando le coppie senza figli supereranno quelle con figli

Secondo i dati Istat, il sorpasso previsto nel 2047 a livello nazionale, ma al Nord arriverà già nel 2038. Nel frattempo, l’Italia continuerà a invecchiare, a perdere popolazione e a vedere ridursi la dimensione delle famiglie

Secondo un recente studio dell’Istat, il punto di svolta arriverà nel 2050: in Italia le coppie senza figli saranno quasi tante quanto quelle con figli, mentre il Paese avrà alle spalle altri decenni di denatalità e invecchiamento. Le nuove proiezioni fotografano una trasformazione profonda della struttura familiare italiana: meno coppie con figli, più persone sole e nuclei sempre più piccoli. Il sorpasso vero e proprio tra coppie senza figli e coppie con figli, tuttavia, arriverà già nel 2047 a livello nazionale e ancora prima al nord, dove è previsto nel 2038. Cosa ci raccontano i dati Istat.

IL SORPASSO DELLE COPPIE SENZA FIGLI

Nel 2025 le coppie con figli sono circa 7,5 milioni, pari al 28,1% delle famiglie italiane. Secondo l’analisi, nel 2050 scenderanno a 5,8 milioni, con una diminuzione del 22,3%. La loro quota sul totale delle famiglie si ridurrà così al 21,1%. Al contrario, le coppie senza figli passeranno da 5,4 a 5,9 milioni, con una crescita dell’8,8%. Nel 2050 rappresenteranno il 21,4% delle famiglie. La distanza tra le due tipologie si ridurrà progressivamente fino al sorpasso previsto per il 2047.

NORD E CENTRO ANTICIPANO IL CAMBIAMENTO

La trasformazione non avrà gli stessi tempi in tutto il Paese. Al nord il sorpasso è previsto già nel 2038, mentre al centro arriverà nel 2044. Il Mezzogiorno seguirà invece una traiettoria diversa: nonostante l’avvicinamento tra le due categorie, le coppie con figli dovrebbero mantenere il primato per tutto l’orizzonte della previsione.

IL “NIDO VUOTO” E L’INVECCHIAMENTO

Dietro l’aumento delle coppie senza figli non c’è soltanto la scelta di non avere bambini. Una parte importante del fenomeno è legata all’invecchiamento: quando i figli diventano adulti e lasciano la famiglia d’origine, molte coppie entrano nella fase del cosiddetto “nido vuoto”. A questo si aggiungono la maggiore longevità e il rinvio della maternità e della formazione della famiglia.

Il risultato è un sistema familiare progressivamente più piccolo: la dimensione media delle famiglie è previsto che passerà da 2,20 componenti nel 2025 a 1,98 nel 2050. Nello stesso periodo aumenteranno anche le persone che vivono sole, da 10 a 11,6 milioni.

SEMPRE PIÙ ITALIANI VIVRANNO SOLI

La crescita delle famiglie unipersonali sarà uno degli elementi più evidenti della trasformazione demografica. Nel 2050 le persone sole arriveranno a rappresentare il 42% delle famiglie, contro il 37,5% del 2025. Il fenomeno riguarderà soprattutto gli anziani: di 11,6 milioni di persone che nel 2050 vivranno sole, circa 6,6 milioni avranno almeno 65 anni. Particolarmente significativa sarà la crescita degli over 75 soli, che potrebbero raggiungere quota 4,7 milioni, con una forte prevalenza femminile.

UNA POPOLAZIONE SEMPRE PIÙ ANZIANA E PIÙ PICCOLA

La trasformazione delle famiglie si inserisce in un quadro demografico ancora più ampio. Secondo le proiezioni, la popolazione residente italiana passerà dai 58,9 milioni del 2025 a circa 55 milioni nel 2050, per scendere ulteriormente a 45,8 milioni nel 2080. La denatalità, quindi, non modifica soltanto il numero degli abitanti, ma cambia la composizione della società, il rapporto tra generazioni e la struttura stessa delle famiglie.

IL PROBLEMA NON È SOLO QUANTI FIGLI NASCONO

Alla base della riduzione delle coppie con figli c’è anche un effetto strutturale. Le generazioni che oggi entrano nell’età riproduttiva sono meno numerose proprio perché sono nate in anni di bassa natalità. Anche ipotizzando una fecondità stabile, quindi, il numero complessivo delle nuove famiglie con figli continuerà a risentire della riduzione della platea potenziale di genitori. A questo si aggiunge il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli verso età sempre più avanzate. È un meccanismo cumulativo: generazioni meno numerose producono meno potenziali genitori, che a loro volta generano generazioni ancora più piccole.

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