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Italia-Algeria: come e quanto facciamo affari con la nuova Russia del gas

Italia Algeria

L’Italia e l’Algeria hanno una lunga storia di rapporti economici e commerciali, che riguardano indubbiamente l’ambito energetico, ma abbracciano anche molti altri settori industriali

L’Italia e l’Algeria hanno una lunga storia di rapporti economici e commerciali, che riguardano indubbiamente l’ambito energetico, ma abbracciano anche molti altri settori industriali. Rapporti che, complice la delicata situazione energetica mondiale, oggi sono di importanza ancor più strategica per l’economia italiana ed algerina.

ALGERI DOPO MOSCA, ECCO DA DOVE VIENE IL GAS ADESSO

Dal primo semestre dello scorso anno, a seguito degli accordi siglati dall’allora premier Mario Draghi, l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas naturale dell’Italia. Nel 2021 il valore dell’interscambio Italia-Algeria è stato pari a 7,33 miliardi di euro, di cui 5,57 miliardi le nostre importazioni e 1,76 miliardi le esportazioni. Il gas rappresenta la quasi totalità delle importazioni, mentre l’Italia esporta principalmente prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e siderurgici e macchinari.

A livello globale, l’Italia è il terzo partner commerciale dell’Algeria (primo cliente e terzo fornitore), mentre il Paese del Maghreb è il nostro primo partner commerciale in Africa.

TUTTE LE AZIENDE ITALIANE IN ALGERIA

Il ministero degli Esteri italiani ha definito i rapporti bilaterali tra il nostro Paese e l’Algeria “eccellenti”, soprattutto grazie alla vicinanza geografica, alla comune identità mediterranea, ai legami storici tra i due Paesi. Oltre agli ormai consolidati rapporti energetici, i settori tradizionali in cui le imprese italiane hanno investito in Algeria sono quello energetico e quello delle infrastrutture e lavori pubblici. Negli ultimi anni si sta notando una diversificazione, con le imprese italiane che stanno investendo anche in nuovi ambiti, come nel settore agroalimentare e in quello delle energie rinnovabili.

Le imprese italiane con presenza stabile in Algeria sono circa 200, e l’idea di Giorgia Meloni è creare uno “spazio di stabilità e di prosperità condivisa” nei Paesi dell’Africa, anche per affrontare in modo strutturale il problema delle migrazioni.

SAREMO DAVVERO IL NUOVO HUB ENERGETICO DEL MEDITERRANEO?

In quest’ottica, l’esecutivo intende confermare la prospettiva dell’Italia come hub energetico di gas del Mediterraneo, come ponte fra Africa e Europa. Altre questioni centrali riguardano l’industria, l’innovazione, le start-up e le microimprese. Sulle Pmi, più volte l’Algeria ha manifestato il desiderio beneficiare delle competenze del nostro Paese.

LE ATTIVITÀ DI ENI IN ALGERIA

Eni è presente in Algeria dal 1981 e sta valutando l’avvio di nuovi progetti nei settori delle rinnovabili, dell’idrogeno, della cattura, dell’uso, dello stoccaggio di anidride carbonica e della bioraffinazione, in linea con l’impegno per il raggiungimento della neutralità carbonica al 2050

“Il 17 novembre 2022 – si legge sul sito di Eni – abbiamo iniziato ufficialmente i lavori per la costruzione di un nuovo impianto fotovoltaico da 10 MW a Bir Rebaa North, situato nel bacino del Berkine e inaugurato Solar Lab. Questo laboratorio, aperto alle università e ad altre istituzioni pubbliche con fini di ricerca, dispone di diverse tipologie di pannelli fotovoltaici che verranno testati nelle condizioni estreme di irraggiamento dell’Algeria meridionale, permettendo la raccolta e l’analisi dei dati.

Il Solar Lab di BRN è un progetto gemello a quello già realizzato al Centro Ricerche Eni di Novara, e permetterà confronti omogenei sul comportamento di dispositivi fotovoltaici tra le due località con irraggiamento e clima diversi. L’impianto fotovoltaico in costruzione sarà il secondo collegato a BRN e contribuirà a decarbonizzare la produzione di idrocarburi del sito. Insieme all’impianto fotovoltaico da 10 MW avviato nel 2018, raddoppierà l’energia rinnovabile disponibile per alimentare i processi upstream”. Nel 2023 Eni intende avviare anche il cantiere di un terzo impianto fotovoltaico presso il complesso produttivo Menzel Ledjmet East Project (MLE).

L’ACCORDO CON SONATRACH, OXY E TOTALENERGIES

Nel luglio 2022 Eni e Sonatrach hanno annunciato una nuova scoperta nella concessione di Sif Fatima II, situata nel bacino del Berkine Nord, nel deserto algerino. Il pozzo esplorativo Rhourde Oulad Djemaa Ouest-1 (RODW-1) ha portato alla scoperta di petrolio e gas nelle arenarie del Triassico del giacimento del Tagi. Durante il test di produzione, il pozzo ha prodotto 1.300 barili al giorno di petrolio e circa 2 mmscfd di gas associato.

Sempre nel luglio scorso Eni ha firmato un nuovo PSC – con Sonatrach, Oxy e TotalEnergies – per i blocchi 404 e 208 in Algeria. Questi blocchi sono localizzati onshore, sempre nel prolifico bacino del Berkine. Il contratto consentirà anche la futura valorizzazione di quantità significative di gas associato che potrebbero diventare disponibili per l’esportazione, contribuendo alla diversificazione delle forniture di gas all’Europa.

Le attività di esplorazione e produzione in Algeria sono concentrate nel deserto di Bir Rebaa, nell’area centro orientale del Paese, in diversi blocchi di esplorazione e sviluppo. Eni partecipa anche nei blocchi non operati 404 e 208 con una quota del 12,25%. Nel 2021 ha firmato diversi accordi con Sonatrach nell’ambito dell’esplorazione e produzione, ricerca e sviluppo e decarbonizzazione.

Nel marzo 2022 il cane a sei zampe ha ratificato l’assegnazione di un nuovo PSC nel prolifico bacino del Berkine South (Eni 49%, operatore) e ad aprile ha definito un accordo quadro per rafforzare le operazioni congiunte nel settore, con l’obiettivo di aumentare i flussi di export di gas verso l’Europa.

Nel settembre 2022 Eni ha annuncia l’acquisizione delle attività di BP in Algeria, tra cui “In Amenas” e “In Salah”, due concessioni per la produzione di gas (con un working interest rispettivamente del 45,89% e del 33,15%). “In Amenas” e “In Salah”, operati insieme a Sonatrach e Equinor, si trovano nel Sahara meridionale e la loro produzione di gas e liquidi associati nel 2021 è stata di circa 11 miliardi metri cubi di gas e 12 milioni di barili di condensati e GPL.

“L’acquisizione – affermava Eni nella sua nota stampa– ha un forte valore strategico e contribuisce ulteriormente a soddisfare il fabbisogno europeo di gas, oltre a rafforzare la nostra presenza in Algeria, un importante produttore di gas e Paese chiave per Eni. L’operazione consentirà nuove e sinergiche opportunità di sviluppo, principalmente focalizzate sull’incremento della produzione di gas”.

NON SOLO ENERGIA

Tra settembre e gennaio 2022 l’import italiano dall’Algeria è stato di 12.219,43 milioni di euro. Nello specifico, l’Italia ha acquistato prodotti delle miniere e delle cave per 4.761,48 milioni, oltre a carbon coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio per 672,29 milioni. Per quanto riguarda invece le esportazioni, tra gennaio e settembre 2022 il valore dell’export italiano verso Algeri è stato di 1.633,65 milioni di euro, un +26,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra i beni più esportati troviamo macchinari e apparecchiature per 614,57 milioni di euro, carbon coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (129,9 milioni di euro), prodotti chimici (139 milioni), prodotti metallurgici (118 milioni), articoli in gomma e materie plastiche (101,4 milioni) e prodotti alimentari per 93,3 milioni.

L’Italia esporta in Algeria moltissimi macchinari e apparecchiature: il rilancio deIl’economia algerina si basa infatti moltissimo sulla realizzazione di nuove infrastrutture, come autostrade, dighe e abitazioni, e ha favorito lo sviluppo dell’import di beni strumentali, che rappresentano circa il 35% del totale delle importazioni algerine. Le aziende italiane occupano posizioni importanti come fornitori di macchine utensili per la siderurgia, per l’industria alimentare, l’edilizia e gli impianti per l’industria energetica.

Il contributo italiano è forte anche nel settore delle costruzioni, con l’Algeria che continua ad importare acciaio, cemento e prodotti vari per l’edilizia (piastrelle, calcestruzzo, tubi, ceramiche etc).

IL MATRIMONIO ENI-SONATRACH

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e l’Amministratore Delegato di Sonatrach, Toufik Hakkar, hanno firmato oggi ad Algeri accordi strategici che delineano i futuri progetti congiunti in materia di approvvigionamento energetico, transizione energetica e decarbonizzazione. Lo annuncia Eni, in una nota. Gli accordi sono stati firmati alla presenza del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e del Presidente della Repubblica Democratica Popolare d’Algeria, Abdelmadjid Tebboune.

Attraverso questi accordi, Eni e Sonatrach identificheranno opportunità per la riduzione delle emissioni di gas serra e di gas metano, definiranno iniziative di efficienza energetica, sviluppo di rinnovabili, produzione di idrogeno verde e progetti di cattura e stoccaggio di anidride carbonica, a supporto della sicurezza energetica e allo stesso tempo per una transizione energetica sostenibile. Inoltre, le società condurranno studi per individuare possibili misure di miglioramento della capacità di export di energia dall’Algeria verso l’Europa.

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, in una nota ha commentato: “Questi accordi testimoniano il nostro impegno nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di energia all’Italia, perseguendo al contempo i nostri obiettivi di decarbonizzazione. La partnership tra Italia e Algeria oggi è ulteriormente rafforzata ed è confermato il ruolo chiave dell’Algeria come uno dei principali fornitori di energia dell’Europa”.

(Articolo pubblicato su Energia Oltre)

 

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