Italia

La norma “Salva Roma” farà saltare il Governo? Cosa prevede

Giunta Ama

La Lega e il Movimento 5 Stelle da alcuni giorni, ormai si stanno scontrando su uno degli articoli del decreto crescita che oggi arriverà in consiglio dei ministri. Parliamo della cosiddetta norma “Salva Roma”.

La norma è inserita nel decreto crescita e prevede lo spostamento di una parte del debito della Capitale dalla gestione commissariale al Tesoro.

La Lega accusa il Movimento 5 Stelle di voler favorire la Capitale a scapito delle altre amministrazioni e per questo chiede misure che possano essere estese anche ad altri comuni in difficoltà.

IL DEBITO DI ROMA

La quota più rilevante del debito di Roma è riferita alla gestione commissariale ed ammonta a 12 miliardi mentre quella in capo al Comune ammonta a poco più di un miliardo.

COSA PREVEDE IL “SALVA ROMA”

La norma prevede che una delle quote più rilevanti del debito finanziario passi dalla gestione commissariale allo Stato. Nel dettaglio si tratta di un bond (un prestito) emesso in tre fasi dall’ex sindaco Walter Veltroni del valore di 1,4 miliardi di euro, che prevede il rimborso nel 2048, con un tasso di interesse fisso annuo del 5, 345%.

Per questo motivo la gestione commissariale deve versare ai possessori del bond circa 75 milioni di interesse l’anno e quindi l’esborso da qui al 2048 ammonta a 1,4 milioni di euro a scadenza più altri 2,2 miliardi di interessi.

Con la norma il Tesoro diventa il nuovo titolare dell’obbligazione, di fatto facendosi carico di rimborsare il prestito contratto da Roma e i relativi interessi.

La norma prevede, inoltre, che entro il 2021 venga chiusa la gestione commissariale e tutti i debiti, alleggeriti dal prestito di cui sopra, tornino in capo alla città. Tra questi ci sono ad esempio 3 miliardi di debiti commerciali di cui una quota rilevante si riferisce a debiti per i quali è difficile rintracciare l’esatto creditore, altri riguardano contenziosi su espropri vecchi di 40 o 50 anni, che difficilmente potrebbero tradursi in esborsi per le casse comunali.

FDI PRONTA A VOTARE IL “SALVA ROMA”

Fratelli d’Italia si dice pronta a votare la norma è quanto afferma la sua leader Giorgia Meloni: “Sul “Salva-Roma” aspetto di leggere le norme perchè con questo Governo non si sa mai. Se si tratta, come affermano fonti governative, di spostare la gestione del debito della Capitale dal Governo al Comune, consentendo così al Comune di rinegoziare gli interessi con le banche, davvero non capisco come si faccia a votare contro. Se è questa la norma, annuncio il voto di Fratelli d’Italia. Il governo trovi altro su cui litigare piuttosto che farsi delle ripicche sulla pelle dei romani”.

PER CODACONS UNICA STRADA IL “FALLIMENTO”

Di fronte al debito mostruoso di Roma Capitale, l’unica possibilità per salvare il Comune è ricorrere alla procedura del “fallimento”. È quanto afferma il Codacons in merito ai provvedimenti del Governo per sostenere il Comune di Roma.
“Oramai lo stato di dissesto di Roma non e’ piu’ accettabile, con il debito che ha raggiunto quota 12 miliardi di euro e il concreto rischio di gravi problemi di liquidita’ futura per il Campidoglio – spiega Rienzi – esiste tuttavia una norma che, in caso di situazione di dissesto di un comune, consente di ricorrere all’istituto del fallimento: si tratta dell’ art. 244 del TUEL, secondo il quale si ha dissesto finanziario quando un ente non e’ piu’ in grado di assolvere alle “ordinarie” funzioni ed ai servizi definiti indispensabili, e quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte”.

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