Italia

Latte, a che punto è la trattativa con i pastori sardi

Alla vigilia del voto regionale in Sardegna è sempre caldo il fronte della protesta dei pastori per il prezzo del latte in attesa del tavolo di filiera previsto per domani. Insieme alle contestazioni vanno però avanti anche i confronti per raggiungere un accordo.

I PASTORI: SUBITO 80 CENTESIMI AL LITRO PER ARRIVARE A 1 EURO

Ieri a Tramatza, in provincia di Oristano, i pastori hanno approvato un documento per superare la pre-intesa raggiunta sabato a Cagliari con il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio. Una controproposta che sarà portata domani a Roma al tavolo di filiera e in cui si va oltre i 72 centesimi al litro: subito 80 centesimi e una “griglia di retribuzione minima”, legata alle quotazioni dei prodotti lattiero-caseari Dop, per arrivare a 1 euro a fine stagione.

A BRUXELLES CENTINAIO E TAJANI HANNO INCONTRATO HOGAN

Intanto ieri Centinaio era a Bruxelles dove ha incontrato il commissario Ue all’Agricoltura, Phil Hogan, e ha ricevuto il via libera al piano del governo italiano. Un disco verde – ha sottolineato – che “renderà più disteso l’incontro di giovedì tra le parti sia per la gestione dell’emergenza sia per riorganizzare la filiera”. Anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha incontrato ieri Hogan che ha ringraziato per aver deciso di inviare “nei prossimi giorni un gruppo di esperti Ue in missione in Sardegna allo scopo di aiutare gli allevatori sardi a cogliere tutte le opportunità previste dalla Politica agricola comune”. L’Ue – ha ricordato Tajani in una nota – ha stanziato fondi per 191 milioni destinati alla promozione dei prodotti agroalimentari italiani. Con Hogan il presidente del Parlamento europeo – secondo cui il latte di pecora deve costare almeno 1 euro al litro – ha convenuto che “il pecorino romano si può fare solo con latte sardo, laziale o della provincia di Grosseto”.

LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO PECORINO ROMANO

E sempre ieri sono arrivate – via Facebook – le prime dimissioni, quelle del presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano, Salvatore Palitta, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato. Una delle poltrone che andavano liberate secondo i pastori che chiedono di andar via anche all’intero cda del Pecorino Sardo Dop e del Fiore Sardo Dop e al resto dei consiglieri del Consorzio del Pecorino romano.

DALLA REGIONE SARDEGNA 18 MLN PER TOGLIERE DAL MERCATO 30 MILA QUINTALI DI PECORINO ROMANO

Tornando in Sardegna, la Giunta regionale ha affidato a Banca Sfirs (Società finanziaria Regione Sardegna) “il compito di predisporre azioni dirette ad affrontare il tema delle eccedenza di pecorino romano – si legge in una nota -, in diretta collaborazione con il sistema bancario e dei consorzi fidi, in modo da movimentare sino a 18 milioni di euro che equivalgono potenzialmente a 30 mila quintali di prodotto pecorino romano”. Si punta così ad alleggerire le scorte in eccesso e a regolare l’offerta per far salire il prezzo sul mercato.

CONTINUANO AUDIZIONI IN COMMISSIONE AGRICOLTURA ALLA CAMERA

Oggi intanto c’è attesa per l’audizione in commissione Agricoltura, alla Camera, di rappresentanti del Consorzio per la tutela del formaggio pecorino romano mentre stamani il presidente regionale della Legacoop – nell’ambito della discussione delle stesse risoluzioni sulle iniziative a sostegno del comparto del latte ovicaprino – ha rilevato la necessità di “cambiare le norme” a riguardo: “I pastori in Sardegna – ha detto secondo quanto riportato da Public Policy – sono 11.800, di cui 3mila sotto le 50 pecore. I trasformatori sono 35, di cui 21 cooperativi e 14 industriali – ha aggiunto -. Vi è sovrapproduzione di latte ovino e di pecorino romano. Non è il consorzio di tutela che può limitare la quantità di produzione, non è nei suoi compiti”.

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