Italia

Le auto di lusso sbatteranno contro il Green Deal europeo?

auto di lusso

Anche le produzioni di nicchia, come Ferrari, Lamborghini, Maserati, McLaren, dovranno adeguarsi al full electric entro il 2030. Il Green Deal morde i freni alle auto di lusso?

L’accelerazione dell’Unione europea sul green ha preso il governo italiano in contropiede. In particolare, la decisione del Consiglio europeo di diminuire del 55% le emissioni inquinanti entro il 2030, è stata la misura che ha creato più tensioni. Conftrasporto lo ha già definito un “disegno autolesionistico”. Ma c’era da aspettarselo. Sorprendono invece le reazioni arrivate dal nostro esecutivo, nato all’insegna di un PNRR particolarmente ‘verde’.

Perfino il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani ha espresso i propri dubbi in merito: “In questi giorni – ha spiegato durante il seminario estivo della Fondazione Symbola – c’è stata un grandissima opportunità nel campo dell’elettrificazione, ma proprio ieri è stato comunicato dalla Commissione Ue che anche le produzioni di nicchia, come Ferrari, Lamborghini, Maserati, McLaren, dovranno adeguarsi al full electric entro il 2030”.

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Secondo il titolare del dicastero più green che ci sia, questa decisione darebbe troppo poco tempo al settore dell’automobilismo di lusso per adeguarsi all’abbattimento delle emissioni e porterebbe solo alla chiusura delle imprese, compresa la nota casa del cavallino rampante. Il comparto delle auto di lusso, del resto, vanta tantissimi marchi italiani e, sebbene negli anni ci siano state acquisizioni da parte di Gruppi stranieri, manodopera e stabilimenti permangono in Italia.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che considera il Green Deal un grosso rischio per alcuni settori industriali: “La ricetta decisa a livello europeo – ha commentato il ministro intervenendo all’evento “La ripartenza” al Teatro Petruzzelli di Bari – è che il nuovo sistema economico si dovrà incardinare nelle due dimensioni del pilastro digitale e green. Da qui a qualche anno avremo un’economia totalmente diversa e dei settori che cresceranno e altri che moriranno e quello che vediamo oggi di aziende che chiudono sarà inevitabile rispetto a questa scelta che politicamente è stata fatta. Alcuni settori sono condannati a morte. È una sorta di eutanasia decisa”.

 

 

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