Italia

Le prossime sfide alle Regionali (con prove tecniche di intese M5s-Pd)

regionali

Gli appuntamenti elettorali regionali si avvicinano e il governo giallorosso sembra puntare sull’alleanza M5s-Pd per creare un fronte anti-Lega

Alleanza Pd-M5s alle regionali? “Se ne può parlare”. È la risposta di Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 stelle in regione Lazio alla proposta di Dario Franceschini sulla possibilità di un fronte Pd-M5s alle prossime elezioni in Umbria, Emilia Romagna, Calabria. Intervistata da Repubblica, la grillina precisa “Ma non ci scioglieremo nel Pd.
Questo dev’essere chiaro”. Gli appuntamenti elettorali delle Regioni si stanno avvicinando e per contenere la Lega i neo alleati di governo potrebbero dunque compattarsi. Soprattutto per non lasciare al centro-destra le tradizionali Regioni rosse: Umbria, Emilia Romagna e Toscana. Ecco i dettagli di dove e quando si andrà a votare.

UMBRIA

Il primo banco di prova è il 27 ottobre in Umbria. Da sempre pilastro del centrosinistra, con l’apertura di un’inchiesta sulla Sanità che ha travolta la presidente Pd Catiuscia Marini (dimessasi), il Nazareno ha molto da temere.

Dall’altra parte il centro-destra è già in piena campagna elettorale con la candidata leghista Donatella Tesei (avrà anche l’appoggio di una sua lista civica) sostenuta da Matteo Salvini. Proprio in questi giorni il leader del Carroccio è in tour nella regione umbra dove si concede bagni di folla e selfie, forte del risultato delle europee.

In Umbria infatti la Lega ha ottenuto il 38% che, sommato al 13% complessivo di Fratelli d’Italia e Forza Italia, porta al centrodestra a un totale del 51% dei voti. Il Pd invece si è fermato al 24% e il Movimento 5 Stelle al 14,5%. Nell’ipotesi di un’alleanza M5S-Pd, il favorito resterebbe comunque il centrodestra ma la partita è aperta.

E proprio il commissario del Pd in Umbria, Walter Verini, sulle pagine del Foglio, apre le porte al M5s in vista delle elezioni regionali. ”In Umbria già tre mesi fa, subito dopo le Europee e ancora in presenza del governo gialloverde, di cui vedevamo le fibrillazioni ma senza immaginarci il destino e l’esito, abbiamo rinunciato a proporre una candidatura di partito per la presidenza della Regione”. Il dialogo con i pentastellati “è dunque facilitato dal fatto che non è diretto tra Cinque stelle e un candidato del Pd ma tra Cinque stelle e un candidato civico sociale appoggiato dal Pd ma che non è emanazione del Pd”.

EMILIA-ROMAGNA

Dall’Umbria si sale in Emilia Romagna, dove oggi l’attuale governatore Stefano Bonaccini (Pd) ha aperto all’alleanza con i 5 Stelle. “Penso che con il Movimento 5 Stelle si potrebbe aprire una fase di interlocuzione visto che si sta governando il Paese insieme. Non troverei nulla di strano se un’alleanza che si compone a livello nazionale per guidare il Paese nei prossimi anni, trovasse una corrispondenza anche eventualmente nei territori.  Sempre Bonaccini ha poi assicurato che nel giro di pochi giorni comunicherà la data dell’appuntamento elettorale.

“Pare che il 5 ottobre il presidente dell’Emilia-Romagna indirà le elezioni regionali per il 24 novembre” ha annunciato il consigliere regionale in quota Forza Italia Andrea Galli. “Il presidente uscente sta giocando sulla data delle elezioni regionali in base alla convenienza personale – polemizza Galli – quando la Lega era al Governo puntava a votare il più tardi possibile, sperando in qualche passo falso del Carroccio”.

Il centrodestra ha già puntato sulla senatrice leghista bolognese Lucia Borgonzoni, mentre Bonaccini punta al secondo mandato ma dovrà vedersela con sondaggi molto incerti. Come in Umbria dopo lo scandalo Sanità, anche in Emilia Romagna il Pd non sta godendo di grande popolarità dopo la vicenda Bibbiano.

Inoltre, alle ultime amministrative la Lega ha strappato ai dem la guida di Comuni come Ferrara e Forlì.

CALABRIA

Infine, tra novembre e gennaio 2020 si voterà in Calabria, molto probabilmente a dicembre. Il governatore uscente Mario Oliverio (Pd) ha deciso infatti di indire per il prossimo 20 ottobre le elezioni primarie per le candidature alla presidenza della Regione.

L’aver indetto elezioni primarie pare però abbia allargato la spaccatura fra i dem come ha sottolineato il commissario regionale per il Pd Stefano Graziano che ribadisce: “per noi non ci sono le condizioni per il ricorso alle primarie”. Sul tavolo delle trattative resta aperta la soluzione unilaterale offerta dai vertici nazionali del Pd al M5s per un’alleanza elettorale con candidato alla presidenza un pentastellato. Il M5s è stato infatti il partito più votato lo scorso maggio in Calabria con quasi il 27%. Anche se complessivamente il centrodestra ha ottenuto circa il 46% e il centrosinistra si è fermato al 24%.

CHE NE PENSA LA CORRENTE RENZIANA

M5s e Pd avrebbero dunque più chance alle regionali schierati insieme ma resta l’incognita Matteo Renzi. Se al senatore di Scandicci è attribuibile il merito di aver coadiuvato l’intesa di governo tra grillini e piddini non è scontato un appoggio per un accordo simile alla regionali. “Io ho molti dubbi su un’alleanza Pd-M5s a livello regionale, non sono entusiasta e secondo me è difficilmente pensabile”. Così Maria Elena Boschi, fedelissima renziana, si è espressa dal palco della Festa dell’Unità di Firenze su un possibile accordo per le Regionali in Toscana. “Sono perplessa anche che sia utile: un conto è governare insieme per un’emergenza com’è a livello nazionale, un conto è fare un programma per cinque anni”.

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