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Lega, Salvini prepara Pontida: Zaia al centro, Romeo nel mirino

Pontida si avvicina e Salvini mette le pedine sulla scacchiera: Zaia può entrare nella squadra, Romeo scopre che «domani è un altro giorno» e i governatori del Nord saranno ascoltati a Roma

Matteo Salvini prende tempo sul futuro di Massimiliano Romeo e prepara le prossime due settimane in vista di Pontida. Alla festa della Lega di Brugherio, in provincia di Monza, il 5 settembre il segretario ha lasciato per la prima volta apertamente in discussione la posizione del capogruppo al Senato: «Stasera è capogruppo al Senato, Molinari è capogruppo alla Camera, io sono segretario della Lega. Domani è un altro giorno…». Una frase arrivata dopo i recenti attriti con il segretario della Lega Lombarda, tra i capofila della fronda del Nord.

LA CARTA ZAIA

Nel nuovo equilibrio che Salvini sembra voler costruire, un ruolo centrale sembrerebbe essere affidato a Luca Zaia. Alla domanda sulla possibilità di aver proposto al governatore la vicesegreteria, Salvini ha risposto: «Se ho proposto la vicesegreteria a Luca Zaia? Lui lo sa». Poi ha aggiunto: «Io chiedo solo di condividere onori e oneri». Ma il passaggio successivo è ancora più concreto: il 6 settembre, a Oppeano, Salvini ha annunciato di voler incontrare i governatori. «Conto di vederli in settimana a Roma, per ascoltare le loro proposte e i loro suggerimenti. Perché un movimento che è al governo da tempo, che ha più di 500 sindaci e governa 14 regioni su 20 ha bisogno delle energie positive di tutti. Ma non delle polemiche». L’incontro dovrebbe tenersi il 9 settembre, durante la due giorni del partito organizzata a Roma, alle officine Farneto.

GOVERNATORI E NUOVI VICE

Il confronto di Roma arriva mentre dentro la Lega si contrappongono posizioni diverse sul futuro del partito, sul rapporto con i territori e sul ruolo dei governatori. E Salvini mette sul tavolo anche la possibilità di allargare la squadra: «Non è la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Però, se qualcuno vuole accompagnarmi nel percorso, è il benvenuto». Una formula che si incrocia con l’ipotesi della vicesegreteria a Luca Zaia e con la richiesta, arrivata dalla fronda del Nord, di una leadership più collegiale, mentre Salvini prova a riportare la discussione dentro una cornice di condivisione: «Lavoro, zero beghe e poche ciacoe», lo slogan lanciato dal palco.

LA FRONDA DEL NORD

Al netto della preoccupazione Vannacci, il nodo resta quindi quello degli equilibri interni. I recenti attriti con il segretario della Lega Lombarda hanno alimentato le tensioni tra il leader e una parte del partito del Nord e la possibilità di coinvolgere Zaia viene letta anche come un possibile tentativo di ridisegnare gli equilibri tra i governatori e impedire che l’asse del Nord possa diventare abbastanza forte da mettere concretamente in discussione la leadership di Salvini. A Oppeano Zaia non c’era: «Un gigante», lo ha definito Salvini. C’era invece il suo successore Alberto Stefani, con cui Salvini si è intrattenuto a fine serata.

PONTIDA COME REGOLAMENTO DEI CONTI

Il calendario porta ora a Pontida, appuntamento con cui Salvini vorrebbe arrivare dopo aver definito una linea e gli equilibri interni. «Sto preparando un bel raduno, con messaggi importanti e con le settimane a seguire che chiariranno tante situazioni», ha detto il segretario della Lega. Prima, però, Salvini guarda anche agli appuntamenti internazionali: il 7 settembre, come aveva annunciato, sarà a cena sul Lago di Como con Jordan Bardella. «Il voto in Francia l’anno prossimo può cambiare la storia d’Europa, ne sono convinto. Jordan e Marine Le Pen sono amici», ha detto a margine della festa leghista.

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