Italia

Magistratura onoraria: sbloccata dopo anni la riforma

L’articolo di Luca Martino sullo stato dell’arte della riforma della magistratura onoraria

Una partita quella della magistratura onoraria, in attesa da un paio di anni di una riforma, pare essersi sbloccata con il via libera della ragioneria generale dello Stato al ddl messo a punto dal ministero della Giustizia e seguito dal sottosegretario On. Jacopo Morrone (Lega) e che potrà iniziare l’iter in Parlamento.

TUTTE LE NOVITÀ PREVISTE

Le novità introdotte dalla proposta di riforma riguardano nuove disposizioni di natura fiscale, previdenziale e organizzativa rispetto a quelle previste dalla riforma Orlando.

In particolare: l’estensione anche ai giudici onorari della disciplina della compatibilità dei magistrati togati; la durata dell’incarico, che supera i quattro quadrienni, con la permanenza in servizio fino al 68esimo anno di età; la trasferibilità a domanda; la riorganizzazione degli uffici del processo e del giudice di pace.

Nel ddl è contenuta anche la possibilità di un “doppio binario” ossia la possibilità di scelta tra il mantenimento del regime in vigore che prevede il pagamento a “cottimo” e quello che prevede tre impegni settimanali, con un conseguente incremento degli emolumenti.

SODDISFAZIONE DI MORRONE

“Provo una grande soddisfazione nel prevedere che questo testo diventerà presto legge. Ho infatti predisposto fin dall’inizio e seguito con grande attenzione e impegno il percorso preparatorio compiuto insieme alle associazioni della Magistratura onoraria per arrivare a questo disegno di legge che considero importante perché risponde, se non a tutte, alla gran parte delle condivisibili richieste delle categorie coinvolte”.

SUPERARE LA RIFORMA ORLANDO

Le associazioni rappresentative dei Giudici di Pace, UNAGIPA e ANGDP, avevano chiesto con una missiva al Presidente del Consiglio e a tutti i Ministri che il testo proseguisse celermente il suo iter.

Nella lettera inviata al Governo emergeva una dura critica alla riforma dell’ex guardasigilli Andrea Orlando. Per le associazioni “la riforma Orlando in materia di giudici di pace e di magistratura onoraria è costituita da una legislazione incostituzionale, discriminatoria, punitiva nei confronti di una categoria di servitori dello Stato” e “assolutamente perniciosa per il buon andamento della giustizia poiché distrugge il fragile sistema su cui si era di fatto fondata invece di apportarne le dovute tutele come richiesto dalle associazioni di categoria e dalla normative europea in materia”.

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