Dopo che è saltato nel decreto Milleproroghe il credito d’imposta sulla carta per l’editoria e i giornali scende in campo il Corriere della Sera. E’ un segnale per il Governo? Il gioco si sta facendo duro?
UN SEGNALE ALL’INFORMAZIONE
I tagli e le mancate agevolazioni al settore dell’editoria colpiscono anche la qualità dell’informazione, come riporta in un articolo – dal titolo eloquente “Quella scelta di colpire editoria e stampa” – richiamato questa mattina in prima pagina del Corriere della Sera e firmato non da uno qualunque, ma dal vicedirettore con delega all’economia, Daniele Manca.
Manca scrive che si tratta di una “voglia di voler far capire chi conduce il gioco e di colpire chi non è gradito. L’informazione forte e di qualità diventa un qualcosa di non più necessario. Altro che pilastro della democrazia. A essere favorite, consapevolmente o meno poco importa, sono quelle news usa e getta che spingono i cittadini a schierarsi più che a comprendere la natura delle questioni, i reali punti di divisione tra diverse visioni”.
A maggior ragione in un’ecosistema editoriale nel quale l’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali creano fake news che alterano rapporti sociali e aumentano il divario tra le classi.
La presa di posizione del giornale di Urbano Cairo non è da leggersi in modo banale solo come difesa della categoria, ma rappresenta un segnale forte al Governo, non tanto a chi detiene la delega a Palazzo Chigi per l’editoria: è un segnale rispetto a Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari, ossia a chi comanda davvero, per essere chiari.
COSA C’È NEL TESTO DEL MILLEPROROGHE
Nel testo che la Camera dei Deputati dovrà votare, è previsto uno stop al bonus carta nel triennio 2026-2028. E’ questo il nodo più controverso perché va a toccare una misura che gli operatori del settore consideravano essenziale per fronteggiare l’aumento delle spese. In ballo c’era l’ipotesi di prorogarla per il triennio successivo. Ora è decaduta nella riformulazione degli emendamenti. Confermato invece il sostegno postale: il rimborso per le spese di spedizione tramite Poste Italiane.
RISORSE LIMITATE
Secondo l’esecutivo le risorse disponibili non avrebbero consentito le proroghe delle agevolazioni senza compromettere altri capitoli di spesa. Una questione di coperture e risorse per una coperta troppo corta. Prova a mettere un’argine al malcontento causato, il presidente commissione editoria, cultura, scienza e sport della Camera, Federico Mollicone: “Sto lavorando a una legge delega al governo di riforma generale dell’editoria perché quella nazionale rischia di soccombere e per rivoluzionare il vecchio sistema assurdo creato da Renzi che addebitò i fondi dell’editoria sul bilancio Rai”, afferma Mollicone.
LA REAZIONE DELLA FIEG
Immediata la reazione della FIEG, la federazione degli editori, il cui presidente Andrea Riffeser Monti ha ribadito che: “Bisogna che il governo apra un dibattito e ci difenda dalle autostrade digitali che non ci consentono di poter fare i giornali più copiosi, la carta bella, le inchieste più approfondite, non sbagliare le foto o i titoli”.
Alla base della considerazione il fatto che per avere qualità ci vuole tranquillità nelle aziende e una buona paga. “Il governo deve raccogliere il grido degli editori, soprattutto per una crescita dei nostri cittadini, non solo coi social ma ancora con la buona informazione”

