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Meloni & Schlein, iniziata l’era della “strana coppia” pigliatutto

Meloni Schlein

La politica italiana ritorna ad essere bipolare. Hanno vinto Giorgia Meloni e Elly Schlein, due donne distanti anni luce ma molto vicine l’una all’altra nel legittimarsi reciprocamente. Così mentre si rafforzano Fdi e Pd, perdono gli “uomini alfetta” da Salvini, Renzi e Calenda fino a Conte

Il giorno dopo il responso delle urne una cosa è chiara a tutti i quotidiani, hanno perso gli uomini (Salvini, Conte, Renzi, Calenda) e hanno vinto le donne, anzi la strana coppia “pigliatutto”: Meloni & Schlein. Certo ogni giornale declina questo passaggio a modo suo con La Repubblica che apre con “Schlein sfida Meloni” e il Messaggero che punta sul presidente del Consiglio “Meloni detta le condizioni” mentre Il Giornale si spinge ancora più in là con “Il piano di Giorgia” dove sottolinea che “Meloni è l’unico premier uscito vincitore alle elezioni europee e ora, nonostante lo “schema Ursula” abbia  i numeri per governare e l’Italia può contare di più nell’Ue”.

LA POLITICA ITALIANA TORNA BIPOLARE, INIZIATA L’ERA DI GIORGIA E ELLY

Fatto sta che la politica è tornata “bipolare”, con il rafforzamento dei due principali partiti, Fdi e Pd. “Notiamo in questa elezione una quota superiore a quelle normalmente registrate in passato di flussi incrociati e di apporti provenienti da diversi affluenti. Con maggiore regolarità troviamo flussi da Forza Italia e Lega verso Fratelli d’Italia, così come dal M5S e Alleanza Verdi Sinistra verso il Pd”, spiega intervistato da Repubblica Salvatore Vassallo dell’Istituto Cattaneo .

“I due partiti principali, Fratelli d’Italia e Pd, si sono rafforzati: questo resta il dato principale”. E, con loro, l’immagine delle due donne, agli antipodi caratterialmente ma poi neanche tanto se si studiano le mosse degli ultimi mesi. Lo sottolinea Massimo Gramellini che titola  il suo caffé sul Corriere della Sera con un esplicito “Non le hanno viste arrivare”. “I maschi alfetta non ci hanno capito quasi niente. Forse qualcuno avrà perfino ironizzato sulle due secchione, una rinchiusa a Palazzo Chigi a studiare faldoni, l’altra in giro come una trottola a tenere anche quattro comizi al giorno. Ieri Meloni e Schlein hanno reso pubblica una loro telefonata di congratulazioni reciproche, ma non mi stupirei se si sentissero di nascosto molto più spesso, per farsi due risate”.

Un ragionamento messo in evidenza con meno ironia e più analisi politica anche da Marco Iasevoli su Avvenire: “Si attaccano e si legittimano. Si sentono a telefono e glissano amabilmente sugli alleati. Si pungono sulle ricette economiche ma concordano la linea di politica estera per evitare incidenti parlamentari. Fanno blocco insieme contro il terzo mandato dei governatori mentre si combattono sulle riforme”…insomma è “iniziata l’era delle due leader.

PERCHE’ MELONI HA VINTO, L’ANALISI DI D’ALIMONTE

Tutto chiaro, quindi? Non esattamente perché, poi, a spulciare numeri e tabelle si arriva a comprendere come il quadro che emerga da queste elezioni sia “sostanzialmente stabile” come scrive Roberto D’Alimonte sul Sole24Ore.  “A Roma queste elezioni hanno confermato i dati di fondo della politica italiana, così come si è configurata dopo le politiche 2022. Anche qui ci sono vincenti e perdenti. Meloni e Tajani hanno vinto e Salvini ha perso. Ma si tratta di vittorie e sconfitte relative.

Meloni ha vinto perché in percentuale (ma non in valori assoluti) è andata meglio del 2022. Tajani ha vinto perché ha superato Salvini ma non ha conquistato più elettori di prima. La percentuale di voti è quella che Forza Italia e Noi Moderati avevano insieme nel 2022”. E lo stesso si può dire a Sinistra sottolinea D’Alimonte: “il problema del Pd è che l’ottimo risultato di queste elezioni potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro… il voto ha chiarito i rapporti di forza tra Pd e M5s ma non ha chiarito se oggi sarà più facile o più difficile costruire una coalizione pre-elettorale stabile e credibile tra i due partiti. Una coalizione che possa competere efficacemente con quella di centro destra. È banale ripeterlo, ma il fatto è che con l’attuale sistema elettorale se alle prossime politiche Pd e M5s non si mettono d’accordo Giorgia Meloni vincerà di nuovo…”.

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