Italia

Meno vincoli per gli enti locali, 15 miliardi da spendere nel 2019

Euro coins on a map of italia an europe

Con le nuove regole sui bilanci introdotti dalla finanziaria, nel 2019 gli Enti locali potranno spendere circa 15 miliardi di euro in più. Ma solo per le amministrazioni virtuose, soprattutto al Nord

Con le nuove regole sui bilanci introdotti dalla finanziaria, nel 2019 gli Enti locali potranno spendere circa 15 miliardi di euro in più. Ma con un netto divario tra il Nord e il Sud. È quanto emerge da un focus realizzato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb).

Con la legge di Bilancio, spiega l’Upb, la regola del pareggio è stata ridefinita per il 2019 “come rispetto del bilanciamento contabile tra tutte le entrate e tutte le uscite. Risulta pertanto computabile nel pareggio anche l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione risultante dall’esercizio precedente” nonché “l’eventuale acquisizione di risorse mediante accensione di debiti”. La novità introdotta riguarda tutti gli enti locali tranne le Regioni a statuto ordinario.

Sulla base delle nuove norme, che riducono i vincoli di spesa per le amministrazioni territoriali, l’Upb stima “un ammontare complessivo di avanzi spendibili degli enti interessati, già dal 2019, pari a oltre 15 miliardi”. Di questi, quelli spendibili a breve termine, perché già presenti nelle casse, ammontano a circa 11,6 miliardi di euro.

PIÙ RISORSE AL NORD

La novità positiva, però, non riguarda tutti gli enti locali. Le risorse liberate dalla legge di Bilancio, rileva infatti l’Upb, “sono concentrate in prevalenza nel Nord del Paese, con l’eccezione di alcune aree del Sud, in particolare nella Sardegna e nella Puglia”. Un fatto, questo, è l’allarme dell’Ufficio, che potrebbe “concorrere a incrementare i divari territoriali nella spesa per investimenti”.

Non solo: se ci saranno più risorse per gli enti “virtuosi”, maggiori problemi potrebbero esserci invece per quelli in disavanzo o in fase di pre-dissesto perché “viene introdotto un limite quantitativo all’uso delle quote accantonate , vincolate e destinante dell’avanzo eventualmente presenti in bilancio”. Anche in questo caso “il 44 e il 65 per cento degli enti in disavanzo, rispettivamente, moderato e elevato, è situata al Sud, contro solo il 23% degli enti in avanzo”.

EFFETTI POSITIVI

I Comuni assorbono la quota maggiore degli avanzi e del fondo cassa, ma il comparti delle Province e delle città metropolitane, congiuntamente considerato, presenta una significativa quota di avanzo libero positivo e di fondo cassa”, pari a circa il 19%

Gli effetti della novità sembrano essere positivi, almeno a un esame parziale. Già nel terzo trimestre 2018, infatti, la circolare 25 del 3 ottobre, aveva anticipato in parte il nuovo corso, confermato poi dalla legge di Bilancio. Il risultato è che mentre nei primi nove mesi del 2018 gli investimenti complessivi effettuati avevano fatto segnare un -5,9% rispetto allo stesso periodo del 2017, nel periodo compreso tra settembre 2018 e febbraio 2019 sono stati superiori del 17,8%.

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