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ELISABETTA GUALMINI VICE PRESIDENTE GRUPPO SOCIALISTI E DEMOCRATICI PARLAMENTO EUROPEO

Perché Elisabetta Gualmini lascia il Pd (e guarda ad Azione di Calenda)

L’addio dell’europarlamentare Elisabetta Gualmini al Pd verrà ufficializzato lunedì in una conferenza stampa a Bruxelles: sarebbe a un passo da Azione. Ecco i motivi della rottura con i dem

L’eurodeputata di area riformista Elisabetta Gualmini lascia il Pd. Sarebbe pronta ad aderire ad Azione, il partito di Carlo Calenda, e a passare al gruppo di Renew Europe, che nel 2024 non ha superato la soglia di sbarramento, restando fuori dall’Eurocamera.

PERCHÉ GUALMINI LASCIA I DEM

L’europarlamentare ha così commentato la scelta in una chat interna al partito: “Decisione sofferta ma convinta”. Secondo Gualmini sarebbe diventato impossibile fare politica per chi non la pensa come la maggioranza schleiniana.

Il 6 febbraio scorso, l’europarlamentare figurava tra gli astenuti nel voto sulla relazione della segretaria alla Direzione Pd. E Anche sul fronte internazionale le frizioni tra il Nazareno e l’ala riformista dem non erano mancate, a cominciare dalla difesa dell’Ucraina e dagli investimenti per un esercito comune europeo. Poca o nulla solidarietà era arrivata anche per la sua inclusione nell’inchiesta Qatargate. Per lei e per Alessandra Moretti la procura del Belgio aveva chiesto la revoca dell’immunità. Poi a dicembre il Parlamento Ue ha respinto la revoca per Gualmini, confermandola invece per Moretti.

LE TENSIONI COL PD SUL REFERENDUM

Inoltre, Gualmini è tra i dem che si sono schierati in favore della separazione delle carriere dei magistrati nel referendum giustizia. Pochi giorni fa aveva criticato il video sui social del Pd sulla campagna referendaria in cui si equiparava a Casapound chi vota Sì: “Il video del Pd che dice che chi vota Si al referendum è un fascista, raggiunge forse il punto più basso di qualsiasi polemica politica. Quindi chi sosteneva la mozione Martina nel 2019 e il programma del Pd nel 2022 erano tutti fascisti”, ha scritto sui social.

LA PROPOSTA DI CALENDA

Nei giorni scorsi il segretario di Azione Carlo Calenda aveva citato Elisabetta Gualmini fra gli esponenti dem invitati a formare con Azione un “centro liberale” in Italia. Nel caso in cui Gualmini accogliesse la proposta, Azione farebbe ingresso nel Parlamento europeo. Sarebbe la seconda fuoriuscita dell’era Schlein, dopo l’addio del senatore Enrico Borghi, passato a Italia Viva poche settimane dopo l’arrivo della segretaria al Nazareno.

CHI È ELISABETTA GUALMINI

Gualmini è deputata del Parlamento europeo dal 2019. Alle elezioni europee fu per la prima volta eletta nelle fila del Partito democratico ottenendo circa 77mila preferenze nella circoscrizione Nord-Est. Già presidente della fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo, è stata vicepresidente e assessore al welfare e politiche sociali della regione Emilia-Romagna dal 2014 al 2019.

I MOVIMENTI INTERNI AL PD

Non è l’unico movimento che si annuncia in seno al Partito Democratico. Nelle ultime settimane Graziano Delrio s’è fatto notare per un certo attivismo. Non è sono passati inosservati la cena con Matteo Renzi, a Roma e l’incontro a Bologna con l’ex premier Romano Prodi, il fondatore dei comitati Più Uno Ernesto Maria Ruffini, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, e il deputato Paolo Ciani, segretario di Demos.

In ballo ci sarebbe una nuova forza politica di centrosinistra: esponenti vicini a Delrio assicurano che lui non è in procinto di uscire dal partito, ma fra i simpatizzanti della sua associazione, Comunità democratica, c’è chi avrebbe ancora delle forti resistenze.

 

 

 

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