Pensata per blindare la governabilità e regalare la maggioranza assoluta a chi arriva primo, la nuova ingegneria elettorale rischia di trasformarsi in un micidiale boomerang per la maggioranza. I numeri di La Stampa parlano chiaro: col campo largo avanti nei sondaggi, lo Stabilicum regala la vittoria alle opposizioni
A furia di maneggiare la chimica elettorale per confezionare la legge perfetta, la maggioranza guidata da Giorgia Meloni rischia di rimanere intossicata dai suoi stessi alambicchi. Il tabellone delle riforme parla chiaro: le simulazioni numeriche trasformano il sogno della stabilità in un incubo di coalizione. A gettare acqua sul fuoco dei trionfalismi della maggioranza è un dettagliato articolo di Alessandra Ghisleri apparso ieri su La Stampa, che snocciola i sondaggi e certifica il paradosso: col centrosinistra accreditato al 43% contro il 41% del centrodestra, l’eventuale approvazione dello Stabilicum incoronerebbe proprio il resuscitato campo largo.
IL BOOMERANG SUI NUMERI E LA SOGLIA DEL PREMIO
Il meccanismo del cosiddetto Stabilicum nasceva con l’idea di superare i difetti di rappresentanza del Rosatellum ed evitare le paludi del proporzionale puro. La norma assegna infatti un cospicuo premio di maggioranza alla coalizione o al listone che riesce a superare la soglia del 42% dei consensi. Ma l’ingegneria politica ha una regola d’oro: le leggi elettorali scritte per danneggiare gli avversari finiscono quasi sempre per favorirli. Come rivelato dall’analisi del quotidiano, il ricompattamento tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sposta la bilancia: la somma algebrica dell’alleanza di centrosinistra supera la coalizione di governo, rendendo il premio d’incasso dote delle opposizioni.
I SONDAGGI DELLA DISCORDIA E L’EFFETTO CAMPO LARGO
La radiografia dei numeri proposta da La Stampa scatta una fotografia che sa di doccia fredda per Palazzo Chigi: il blocco d’opposizione stacca di due punti il centrodestra, 43% a 41%. Con le regole dello Stabilicum, questo margine risicato basta e avanza per far scattare il premio governativo e consegnare al campo largo la maggioranza assoluta dei seggi. Una beffa per la maggioranza, che si ritroverebbe ad aver apparecchiato la tavola per la vittoria di Elly Schlein e Giuseppe Conte, trasformando la riforma nata per la “stabilità di destra” nel motore della riscossa progressista.
SBARRAMENTI, VETI E VOTO DISPERSO
A complicare i calcoli dei pallottolieri di governo ci pensano poi le forche caudine delle soglie d’accesso. Come sottolinea La Stampa, infatti, lo Stabilicum punisce senza pietà la frammentazione: tutti i voti scritti per le liste minori che non superano lo sbarramento vanno dispersi. In questa trappola, l’incapacità del centrodestra di trattenere l’elettorato moderato o le componenti centriste rischia di bruciare decimali decisivi. Al contrario, il campo largo — pur tra mille veti e mal di pancia — riesce a sommare le preferenze, trasformando ogni sbarramento in un cappio che si stringe attorno ai partiti di maggioranza.
PANICO NEI CORRIDOI E FRENATA D’EMERGENZA
Di fronte a simulazioni che somigliano sempre più a una condanna, nei corridoi di Camera e Senato comincia a serpeggiare l’ansia. Le rilevazioni riportate dal quotidiano torinese mostrano come la certezza della riforma si stia scontrando con la dura realtà dei numeri. Tra i parlamentari di centrodestra sale la consapevolezza che andare al voto con lo Stabilicum equivalga a un autogol annunciato. E così, tra un vertice a Palazzo Chigi e un colloquio informale, prende quota l’ipotesi della frenata d’emergenza o dell’ennesimo restyling della legge, confermando la solita regola non scritta: quando la norma comincia a favorire gli avversari, si fa in fretta a rimettere mano al testo prima che sia troppo tardi.

