Skip to content

Onorato Magi Renzi

Perché Onorato e Magi ora hanno bisogno di Renzi: il nodo della raccolta firme

L’emendamento anti-Vannacci cambia gli equilibri del centro: Italia Viva è tra i pochi partiti esentati dalla raccolta delle sottoscrizioni, mentre il progetto centrista di Onorato e Più Europa di Magi rischiano di non poter fare a meno dell’ex premier.

Nata per limitare le possibilità elettorali di nuove forze politiche come quella di Roberto Vannacci, la modifica alla legge elettorale che impone la raccolta firme ai gruppi parlamentari preesistenti potrebbe impattare anche sulle manovre in corso al centro.

L’emendamento che restringe le deroghe alla raccolta firme per la presentazione delle liste restituisce, si legge sul Foglio, un forte potere negoziale a Matteo Renzi e a Italia Viva. Un elemento destinato a incidere anche sulle mire di Alessandro Onorato e Riccardo Magi sull’area riformista, che fino a non prevedevano il coinvolgimento dell’ex presidente del Consiglio.

IL NODO DELLA RACCOLTA FIRME

La modifica, proposta inizialmente da Azione e Più Europa che chiedevano di estendere l’esenzione a tutti i partiti che si erano presentati alle scorse elezioni politiche o europee e avevano ottenuto almeno 700mila voti validi e successivamente riformulata dalla maggioranza, stabilisce che l’esenzione dalla raccolta delle firme necessarie per presentare le candidature spetti soltanto ai gruppi parlamentari costituiti prima dell’inizio del 2026. Mentre sarà obbligatoria per i soggetti politici che hanno ottenuto una rappresentanza parlamentare nel corso dell’attuale legislatura, attraverso cambi di gruppo o nuove aggregazioni nate dopo quella data.

In base alla normativa attuale, le forze politiche che non rientrano tra quelle esentate devono raccogliere circa 40mila sottoscrizioni da parte degli elettori per poter depositare le proprie liste. Le firme devono essere certificate e validate secondo procedure rigorose, con tempi limitati e una rete territoriale capace di coprire numerose circoscrizioni. L’esenzione è tradizionalmente riconosciuta ai partiti già rappresentati in Parlamento, proprio perché si presume che abbiano già dimostrato una consistenza elettorale e organizzativa. L’emendamento approvato in commissione restringe però questo principio: non basta più avere parlamentari, ma occorre che il gruppo parlamentare sia stato costituito entro la soglia temporale fissata dalla norma.

PERCHÉ RENZI TORNA CENTRALE

Italia Viva rientra tra le forze che potranno beneficiare dell’esenzione. Più Europa e Progetto Civico, invece, ne restano esclusi. Una differenza che cambia radicalmente i rapporti di forza nel centro riformista. Riccardo Magi guarda con favore all’iniziativa di Alessandro Onorato che da tempo lavora da tempo alla costruzione di un nuovo polo centrista insieme a Ernesto Maria Ruffini, Enzo Maraio e ad altri amministratori e dirigenti dell’area liberal-democratica. L’obiettivo è dare vita a un soggetto politico autonomo, capace di dialogare con il centrosinistra, tagliando fuori Matteo Renzi e Italia Viva.

Con le nuove regole, però, la questione della raccolta firme diventa decisiva. Se il nuovo progetto dovesse presentarsi senza Italia Viva, sarebbe costretto a mettere in piedi una macchina organizzativa enorme per raccogliere le sottoscrizioni necessarie in tutta Italia. Al contrario, un’intesa con il partito di Renzi consentirebbe di beneficiare dell’esenzione prevista dalla legge. Per questo motivo, l’ex premier torna improvvisamente al centro della partita. Non tanto per i numeri parlamentari o per il peso elettorale, quanto perché dispone di uno strumento giuridico e organizzativo che oggi nessun altro nel cantiere centrista può offrire.

LE TENSIONI DENTRO PIÙ EUROPA

Il tutto mentre Più Europa attraversa una fase di forte conflittualità interna. Da settimane il partito è diviso tra la linea del segretario Riccardo Magi e quella rappresentata dal presidente Matteo Hallissey e da Benedetto Della Vedova. Lo scontro interno riflette visioni diverse sul futuro del partito e in questo contesto rientrano le riflessioni su possibili alleanze: se una parte di Più Europa continua a considerare inevitabile il dialogo con Italia Viva, l’altra ha cercato negli ultimi mesi di immaginare un percorso alternativo, puntando proprio sul progetto di Onorato.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su