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paolo barelli

Piscine, il nuovo tesoretto da 150 milioni e il ruolo di Barelli

Tra tagli alla spesa pubblica e nuovi contributi allo sport, il comparto natatorio incassa un altro stanziamento. E tutto fa pensare a un ruolo del sottosegretario di Forza Italia Paolo Barelli 


Altri 150 milioni di euro per le piscine, mentre la manovra riduce risorse destinate a scuola e sanità. È l’ennesimo capitolo della stagione dei finanziamenti al nuoto che, secondo la ricostruzione de Il Fatto Quotidiano dall’inizio della legislatura ha già portato oltre 300 milioni al settore. L’ultimo intervento porta la firma della Legge di Bilancio: 50 milioni per ciascuno degli anni 2028, 2029 e 2030. Una misura che riporta al centro Paolo Barelli, sottosegretario di Forza Italia ai Rapporti col Parlamento e presidente (sospeso) della Federazione italiana nuoto (Fin).

ALTRI 150 MILIONI, MA CHI LI PRENDERÀ?

La nuova misura è inserita tra gli interventi a sostegno della produzione di energia termica da fonti rinnovabili. I contributi andranno agli impianti natatori e a quelli dedicati agli sport del ghiaccio che riusciranno a ridurre di almeno il 30% il fabbisogno di energia primaria. La partita, però, è ancora aperta sulle modalità di assegnazione. Come evidenzia la relazione tecnica, sarà un decreto attuativo del ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dell’Economia e con gli altri ministeri competenti, a stabilire criteri e procedure. Resta soprattutto un interrogativo: i finanziamenti saranno riservati agli impianti pubblici oppure potranno beneficiarne anche quelli privati? Il testo, a differenza di quanto previsto per strutture sanitarie e scolastiche, non lo chiarisce. E le piscine, in Italia, sono decisamente più numerose dei palazzetti per gli sport invernali.

LA CASCATA DI CONTRIBUTI

Il nuovo stanziamento si aggiunge a una sequenza di interventi che Il Fatto Quotidiano ricostruisce fin dall’inizio della legislatura. Prima i contributi a fondo perduto per fronteggiare il caro bollette, rifinanziati più volte dal governo Meloni. Poi, dopo i casi di cronaca legati alla sicurezza in vasca, un fondo da 5 milioni di euro per aiutare i gestori ad adeguare gli impianti, compresi i bocchettoni. A ottobre sono arrivati anche altri 4,4 milioni per il caro energia, come annunciato nel comunicato della Federazione italiana nuoto. Prima ancora, sotto il governo Draghi, erano stati erogati i contributi legati all’emergenza Covid. Proprio su una parte di questi finanziamenti si erano concentrata una prima inchiesta di Report: secondo la ricostruzione alcuni contributi erano finiti anche ad associazioni legate alla famiglia Barelli, che è stata oggetto anche di un secondo servizio da parte del programma.

BARELLI E IL NUOTO, UNA PASSIONE FAMILIARE

Nato a Roma nel 1954, Paolo Barelli arriva ai vertici del nuoto passando prima dalla vasca: venti volte campione italiano, ventidue volte primatista nazionale, ha partecipato alle Olimpiadi di Monaco 1972 e Montreal 1976 e conquistato il bronzo mondiale nella staffetta 4×100 stile libero a Cali nel 1975. La carriera dirigenziale comincia nel 1984 con l’ingresso nella Federazione Italiana Nuoto, di cui diventa vicepresidente nel 1987 e presidente nel 2000. Ma il rapporto con le piscine ha anche una dimensione imprenditoriale e familiare. Barelli ha fondato nel 1976 Aurelia Nuoto, società da cui si sviluppa una rete di attività sportive e gestioni di impianti che coinvolge anche altri componenti della famiglia. L’inchiesta di Report ha ricostruito i rapporti societari e familiari con diverse strutture romane, tra cui Villa Bonelli, Nuoto Aurelia e Flaminio Sporting Club. Il quadro comprende anche il coinvolgimento del figlio e del fratello in società del settore: il potenziale intreccio tra ruolo istituzionale e interessi familiari è un tema che difficilmente può essere ignorato.

IL PRESIDENTE SOSPESO CHE CONTINUA A FARE IL PRESIDENTE

Sul fronte politico, Paolo Barelli è stato senatore dal 2001 al 2013, deputato dal 2018 e capogruppo di Forza Italia alla Camera. Dallo scorso aprile è sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, dopo esser stato rimosso dal ruolo di capogruppo azzurro alla Camera, su richiesta di Marina Berlusconi. Il passaggio al governo lo ha costretto a lasciare  ad autosospendersi dalla Federazione italiana nuoto per rispettare le norme sull’incompatibilità. Almeno sulla carta. Secondo Il Fatto Quotidiano, infatti, Barelli continua ad agire da numero uno della FIN e a essere chiamato presidente. Il giornale cita un comunicato ufficiale della Federnuoto nel quale, dopo un incontro con Giancarlo Giorgetti e Andrea Abodi sulle difficoltà economiche degli impianti natatori, si legge ancora «presidente Barelli». Una permanenza ingombrante, soprattutto considerando che il sottosegretario continua a essere un interlocutore politico di primo piano proprio sulle misure di sostegno al settore nel quale la sua famiglia ha interessi imprenditoriali.

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