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Ponte sullo Stretto

Chi firma contro la Stretto di Messina spa e perché

La petizione partita da Messina contro la Ponte sullo Stretto spa ha raggiunto 2.000 firme. Ecco chi firma contro la società e perché

Si avvicina il momento della verità per il Ponte sullo Stretto, mentre la Stretto di Messina spa è stretta in una morsa tra magistratura e comitati locali. Oggi il massimo organo tecnico dello Stato si riunirà per esprimere il proprio parere sul progetto. Intanto, la petizione contro la società ha raggiunto le 2.000 firme, mentre la Procura di Roma continua ad indagare su un presunto sistema di relazioni volto a condizionare l’esame della Corte dei Conti in favore della Stretto di Messina Spa.

CHI FIRMA CONTRO LA STRETTO DI MESSINA SPA

Oggi il Consiglio superiore ai Lavori pubblici si pronuncerà sull’opera pubblica più discussa d’Italia. Una decisione che arriva in un momento delicato per la società che dovrebbe realizzare l’infrastruttura, sotto “attacco” da più fronti. Il comitato No Ponte Capo Peloro guidato dall’ex assessore all’Ambiente di Messina Daniele Ialacqua ha formalizzato l’invio di 2.000 firme alla Procura di Roma, alla presidenza del Consiglio e ai soci della Stretto di Messina Spa (Mef, Anas, Rfi e le Regioni Sicilia e Calabria). L’obiettivo politico è chiedere le dimissioni immediate del Consiglio di amministrazione guidato da Pietro Ciucci.

Nata sulla piattaforma digitale Change.org, la raccolta è stata estesa a una rete di oltre cento associazioni italiane che storicamente avversano il megaprogetto. La strategia di Ialacqua punta a superare la dimensione dell’ambientalismo locale, in favore di un piano di pressione coordinata sul piano istituzionale che sfrutta la scia del terremoto giudiziario romano.

PERCHE’ I COMITATI ATTACCANO IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

Su quali basi poggia la petizione contro la Stretto di Messina Spa? Il comitato No Ponte è riuscito ad ottenere la documentazione inviata dal Ministero dei Trasporti. Secondo i promotori della raccolta firme, il faldone di circa 500 pagine contenente la relazione del progettista e del comitato tecnico-scientifico sarebbe solo una frazione infinitesimale rispetto agli oltre 10.000 elaborati complessivi che compongono il progetto definitivo. Una mancanza che rischierebbe di ridurre drasticamente la capacità di reale manovra e valutazione approfondita del Consiglio superiore, secondo il Comitato.

A preoccupare i promotori sono anche i presunti “buchi neri” informativi mai sanati su scavi e faglie sismiche. Secondo i firmatari, mancano all’appello ancora i risultati definitivi dei test sulla fatica dei materiali affidati alla società giapponese Ihi Corporation. Inoltre, anche gli approfondimenti geologici stringenti sulle zone di faglia attiva che attraversano i due piloni a terra sarebbero ancora inevasi.

L’INCHIESTA SUL PONTE SULLO STRETTO

La petizione getta benzina sul fuoco su una situazione già infuocata. Infatti, la Procura sta indagando su un presunto sistema di relazioni volto a condizionare l’esame della Corte dei Conti della delibera Cipess in favore della Stretto di Messina Spa. La moneta di scambio sarebbe la promessa di incarichi pubblici, secondo l’accusa.

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