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Puglia, che faranno adesso Emiliano e Lobuono?

L’ex governatore Michele Emiliano verso una delega di peso nella giunta Decaro. Si occuperà di Crisi industriali, un nuovo assessorato creato ad hoc per lui. Per Luigi Lobuono, il candidato presidente del centrodestra alle Regionali, invece, si aprirebbe un posto da manager o da consigliere di amministrazione in qualche partecipata statale 

Archiviate le Regionali l’ex governatore Michele Emiliano potrebbe diventare a breve assessore alle Crisi industriali nella giunta di Antonio Decaro in Puglia. Una delega di peso visto lo spinoso dossier Ilva.

Piani diversi per Luigi Lobuono avversario nell’ultima tornata elettorale di Decaro, verso un ruolo da manager in una partecipata. Nel frattempo mercoledì 7 gennaio Decaro, sarà proclamato ufficialmente presidente della Regione Puglia.

EMILIANO VERSO LE CRISI INDUSTRIALI

Secondo quanto riporta l’Huffington Post, Michele Emiliano potrebbe occuparsi di crisi industriali, a capo di un assessorato creato ad hoc per lui con una delega separata da quella all’Ambiente a cui attualmente è legata. E che in Puglia equivale a dire Ilva, ma anche crisi della Natuzzi – colosso pugliese che ha annunciato 479 esuberi -, la vertenza della centrale Enel di Brindisi e crisi della chimica legata allo stabilimento Eni. Il veto di Decaro sembra avere ancora effetto: Emiliano non entrerà nel novero dei quattro posti richiesti dal Pd. La seconda opzione era per lui un ritorno in magistratura, con un incarico nel futuro Csm post riforma. Ma sembra ad oggi più lontana.

IL DOSSIER ILVA

La vicenda del polo siderurgico più importante d’Italia rischia di essere per Emiliano una lama a doppio taglio. L’artefice della decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto ne aveva già parlato in apertura dell’88esima Fiera del Levante di Bari a settembre: “Concludere il mandato sapendo che la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto è un obbligo vincolante per il nuovo acquirente è uno dei risultati per me più significativi”.

Emiliano va fiero del risultato ottenuto che mette insieme diritto alla salute con il mantenimento della produzione. Per il salvataggio del polo siderurgico, in cui sono a rischio 10mila posti, il governo ha avviato una trattativa con gli americani del gruppo Flacks. Ma l’ex governatore vede il rischio che finisca come con ArcelorMittal, “un soggetto privato che assume impegni che non è in grado di mantenere”, come ha detto a inizio dicembre. Emiliano deve convincere il governo a una regia nazionale e se riuscirà a risolvere la vertenza Ilva, o ad avviarla a soluzione, nel maggio 2027 si candiderà alle politiche.

LA LEGA DIETRO ALLE POSSIBILI DIMISSIONI DI LOBUONO

Manovre anche per l’imprenditore barese Luigi Lobuono, già candidato del centrodestra alle recenti Regionali. La regia è della Lega che ha lo scopo di indurre il manager, che non ha particolari ambizioni politiche a lasciare il seggio da consigliere regionale. E far subentrare come il primo dei non eletti un esponente del Carroccio, precisamente Nicola Civita, consigliere comunale di Andria.

Lobuono occupa l’ultimo dei 21 seggi ottenuti dalla coalizione di centrodestra perché la legge prevede che il candidato Presidente arrivato secondo entri di diritto in Consiglio Regionale come leader dell’opposizione, togliendo un seggio alla coalizione che lo ha sostenuto. In base ai calcoli quel seggio sarebbe spettato a un candidato della Lega. Se lui si dimette o “decide” di occupare un posto in una partecipata statale, il seggio torna al partito di Salvini. L’ipotesi è predisporgli un ruolo da manager o da consigliere di amministrazione in una delle società partecipate dello Stato nei Trasporti.

 

 

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