L’Italia fuori dal Mondiale è un danno da oltre mezzo miliardo. Chi ne risente maggiormente oltre ai tifosi?
L’esclusione dell’Italia dal Mondiale che si svolgerà dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti non rappresenta solo la terza edizione in cui gli azzurri non scenderanno in campo e l’assenza per dodici anni consecutivi.
Questa esclusione ha anche delle enormi e gravi ripercussioni economiche. Come riporta Primaonline, secondo il Centro studi di Unimpresa, l’Italia fuori dal Mondiale è un danno da oltre mezzo miliardo tra media, commercio e turismo. Ma chi ne risente maggiormente oltre ai tifosi? Ecco un’analisi di tutti i danni economici dell’esclusione dell’Italia dai Mondiali.
FIGC, DANNI PER OLTRE 50 MILIONI DI EURO
Secondo i dati del Centro Studi di Unimpresa, la mancata qualificazione ai Mondiali per la Figc rappresenta un danno di oltre 50 milioni di euro. Pesano il premio di partecipazione della FIFA (9,5 milioni), i premi sportivi potenziali non incassati (fino a 13 milioni), i malus contrattuali legati agli sponsor (circa 9,5 milioni) e il calo di merchandising e nuove opportunità commerciali.
PROFILI SOCIAL IN CRESCITA, MA NON SI MONETIZZA
Come racconta la Gazzetta dello Sport, la Figc ha perso l’occasione di monetizzare il percorso intrapreso sui social, anche alla luce degli investimenti nei contenuti digitali social: il bacino d’utenza degli azzurri, seppur in crescita, resta inferiore a quello delle altre grandi nazionali (16 milioni di follower tra Instagram, X, Facebook, Youtube e Tik Tok, contro i 50 della Francia, i 43 dell’Inghilterra e i 40 del Brasile), proprio a causa della mancanza di risultati sportivi di rilievo.
MEDIA, COMMERCIO E CONSUMI, STIME OLTRE I 400 MILIONI
L’assenza della Nazionale incide pesantemente anche sul fronte dei media, riducendo l’interesse complessivo per il torneo e generando effetti economici negativi per il sistema televisivo, che deve fare i conti con diritti già pagati e una diminuzione delle entrate pubblicitarie per una perdita stimata di circa 95 milioni di euro. Anche la stampa sportiva subisce un calo rilevante dei ricavi legati alla stagione, ma le ripercussioni più significative si manifestano nel settore del commercio e dei consumi, dove è stimato che bar, ristoranti e altri locali pubblici registreranno una sensibile riduzione degli incassi, con una perdita complessiva stimata intorno ai 330 milioni di euro.
SALTA L’ACCORDO CON ADIDAS?
Un’altra nota negativa è il rischio di non rinnovare l’accordo che era stato siglato con il main sponsor Adidas, che scadrà nel 2030. Si abbassa sensibilmente il potere negoziale che per la Figc rappresenta un introito da 60 milioni di euro su base stagionale.
VENDITE MINORI, UN SOMMERSO DA 45 MILIONI DI EURO. E C’È IL TEMA TURISMO
Oltre agli introiti elencati, c’è un altro dato che salta all’occhio e riguarda le vendite nel retail sportivo, elettronica di consumo e scommesse: un mercato da circa 45 milioni di euro. Infine, il comparto turistico e l’indotto connesso alla proiezione internazionale del brand Italia, è previsto che subirà una flessione stimata intorno ai 50 milioni di euro, dovuta ai mancati flussi di viaggiatori e alla riduzione delle occasioni di business sui mercati esteri.


