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Rai, al via seconda asta per grattacielo di Torino

Rai

Pubblicato ieri il bando. Base d’asta resta 7 milioni, ma scende da 3,5 milioni a 700 mila euro la caparra. Le offerte entro il 31 marzo 2020 per il grattacielo Rai di via Cernaia

Ritenta, sarai più fortunato. La Rai rimette in vendita il “grattacielo” di via Cernaia a Torino. La prima asta – decisa dal cda Rai il 30 maggio scorso – è andata deserta. Ma un nuovo bando è stato pubblicato oggi “in considerazione – spiegano in Azienda – dell’interesse già manifestato da almeno quattro grandi società internazionali” che vorrebbero far diventare l’immobile un hotel con circa 300 camere. La base d’asta resta di sette milioni, ma scende da 3,5 milioni a 700 mila euro il deposito cauzionale. Una facilitazione che secondo il settimo piano dovrebbe agevolare sotto il profilo finanziario l’acquirente che dovrà far fronte a una lunga e costosa bonifica dell’edificio dall’amianto.

LA NUOVA ASTA

Le offerte dovranno pervenire entro e non oltre il 31 marzo 2020 alle ore 14. L’immobile di Via Cernaia 33 è stato sede fino al 2014 della Direzione Generale della Rai di Torino. L’edificio, realizzato nel 1966 su progetto di Domenico Morelli e Aldo Morbelli, è uno dei più alti e visibili nel capoluogo piemontese, con 19 livelli fuori terra, 3 piani interrati e 72 m di altezza. In totale ha una superficie di circa 28.600 mq.

TUTTE LE OPERAZIONI DI RIQUALIFICAZIONE DEGLI IMMOBILI RAI

Ma quella di Torino è solo una delle innumerevoli operazioni che la Rai ha messo in piedi per la riqualificazione dei propri immobili. In particolare sono stati stanziati da qui al 2021 ben 200 milioni di euro per lo sviluppo e l’adeguamento dell’infrastruttura tecnologica e immobiliare. Per quanto riguarda la storica sede di Viale Mazzini, serve una “casa” nuova di zecca, tecnologicamente avanzata e soprattutto senza amianto. Il restauro (durata stimata 5 anni) per ora prevede a budget 70 milioni di euro nel 2021. Ma il costo totale, compreso l’affitto della sede di Val Cannuta (ex Telecom) dove spostare parte del personale, si dovrebbe aggirare intorno ai 105 milioni. Sempre nella Capitale, ma nella cittadella di Saxa-Rubra, sono previsti investimenti per un totale di 45 milioni: tra l’altro, realizzazione di 2 studi Tv (con aree di supporto) e di un nuovo Data Center (main center ICT nuovo controllo centrale Tv e sala apparati regie Tv). Mentre altri 15 milioni sono stati stanziati per la sede di Via Teulada.

A Milano è prevista la presa di possesso dei nuovi studi del Portello (costo previsto circa 3,5 milioni), nella parte nord della città, entro il 2021 per l’inizio lavori con trasferimento nella Vecchia Fiera entro il 2023 e conseguente cessazione dei contratti di locazione attivi in Via Mecenate. Corso Sempione, invece, dovrebbe tenere alcuni uffici per la rappresentanza. Anche perché anche qui sono previsti lavori di ammodernamento per oltre 6 milioni. E anche a Napoli, solo per la riqualificazione, lavori per circa 5 milioni. Per quanto riguarda infine le sedi regionali, sono previste azioni di efficientamento delle sedi di Cosenza, Firenze e Genova (quest’ultima attraverso un’operazione di cessione). L’acquisto della sede di Potenza e l’adeguamento della sede di Cagliari. Infine, si legge nel piano industriale, la Rai valuterà la possibilità di valorizzare il patrimonio immobiliare attraverso la creazione di una società veicolo all’interno della quale far confluire gli asset. Prima si restaura tutto, insomma, e poi – come a Torino – qualcosa si vende…

 

Articolo pubblicato su lospecialista.tv

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